Anna Santarpia nella vita frequenta il 3° anno di ragioneria turistica e spera in futuro di partecipare ad un progetto Erasmus per imparare nuove lingue e culture e portare avanti la sua carriera da modella.

Ciao Anna ti va di raccontarmi un po’ di te?
Innanzitutto grazie per l’intervista, io sono una ragazza come tante, frequento il 3° anno di ragioneria come operatrice turistica, credo che andrò all’università e vorrei scovare un progetto Erasmus che assecondi la mia voglia di viaggiare, imparare nuove lingue e culture, per ora oltre allo studio, gioco a fare la modella.

Come ti sei avvicinata al mondo della moda?
È stato un approccio atipico innanzitutto perché non era un mio obiettivo di vita. Un giorno però, aprendo la posta di Facebook, trovo l’invito a par- tecipare al concorso di bellezza Miss Campania. All’epoca la mia autostima non mi permetteva di pensare che potessi essere una ragazza da “concorso di bellezza”, per me lo specchio rifletteva un’immagine diversa, fin troppo normale, nulla che assomigliasse alla bellezza perfetta intravista su qualche passerella in tv. Scartai subito l’idea ma non cancellai l’invito. Poi un piccolo grillo parlante nella testa mi provocò suggerendomi che dovevo mettermi alla prova. Così la vena dell’ottimismo ebbe un’ascesa di esibizionismo e d’impulso m’iscrissi al concorso. Mi toccava convincere i miei genitori e li lavorai ai fianchi con determinazione, adducendo le più svariate motivazioni quali il mettersi in gioco, rifocillare l’autostima, partecipare da stabiese ad un concorso di bellezza, così pian, pianino riuscii a convincerli e una sera mi ritrovai piccina, piccina in uno stand affollato di ragazze normali come me e altrettanto ansiose di salire in passerella. Da allora ho partecipato a vari concorsi tra cui alcuni noti come Miss Stabia, Miss Campania, Miss Ondina. Contemporaneamente ho iniziato a lavorare con fotografi e come modella per boutique anche prestigiose.

L’ultimo concorso a cui hai partecipato?
Quest’anno sono arrivata finalista al concorso nazionale “La Bella d’Italia” e mi sono aggiudicata la fascia “Bella della Stampa”, una grande soddisfazione per me.

Che si prova ad essere reginette di bellezza?
È un’emozione grande, quando partecipi ad un concorso im- portante e man, mano scali tutte le selezioni allora dici a te stessa che vali. Se tutto procede in maniera pulita e ti ritrovi in finale “senza un come ne un perché” questo ti aiuta a rafforzare la fiducia in te stessa. Quando si è molto giovani come me basta un niente ad incrinare quella fiducia e, anche se un concorso di bellezza può sembrare qualcosa di effimero, in realtà per una ragazza è una prova corroborante.

Quindi i concorsi di bellezza non sono tutti truccati?
Non tutti, vero è che a certi livelli è difficile che la macchina organizzativa sia trasparente, sicuramente ci saranno preferenze e raccomandazioni ma anche quando non si arriva tra le prime tre questi concorsi aprono nuove strade a tante ragazze valide. Purtroppo la vita ci insegna che non sempre vincere facile porta anche grandi risultati, in fondo nemmeno Sofia Loren vinse Miss Italia ma poi, anni dopo, portò a casa un Oscar per la sua interpretazione strepitosa nella Ciociara.

Se pensi al futuro la moda sarà parte integrante della tua vita?
Sono una ragazza molto determinata, amo questo mondo e voglio arrivare abbastanza in alto però essere modella oggi non è più come ai tempi delle mitiche Cindy Corwford, Linda Evangelista, Naomi Campbell, ecc. oggi non si distingue più la “bella delle belle”, grazie alla complicità di social, l’avvento della fotografia digitale e della chirurgia plastica la bellezza ha rivoluzionato i suoi parametri non sempre al meglio. Quando faccio una cosa mi piace farla al meglio, vorrei lasciare un segno su questa strada anche con l’orgoglio di poter dire di essere stabiese. Però tra i miei sogni c’è anche quello di avere una famiglia e se le strade diventeranno inconciliabili, un giorno appenderò i tacchi al chiodo.

Da studentessa come ti districhi tra studio e lavoro?
Sono una metodica, studio con regolarità proprio guardando a quei momenti in cui aumentano gli impegni lavorativi. Ovvio che se un domani dovessi scegliere tra le due cose, mi orienterò su quella opzione che mi permetterà di valere veramente nella vita.

Ami fare sport o sei pigra?
Amo la fit boxe, uno sport che unisce il cuore al fisico.

C’è una parte del tuo corpo che non ti piace?
Come ti dicevo all’inizio di questa intervista i concorsi mi hanno aiutato a rafforzare l’autostima, continuo a vedermi una ragazza normale e non bellissima e la parte che proprio non amo di me sono le labbra.

Pensi ad un ritocchino nel tempo?
La chirurgia plastica non mi piace molto, talvolta peggiora la situazione, non pensi come me che si vedono troppi sorrisi di plastica in giro?

Si è vero ne scorgo tanti nei selfie! A proposito tu con la tecnologia che rappoto hai?
Un bellissimo rapporto, mi piace, la capisco ed è veramente il mio mondo, sono tra quelle studentesse che preferisce studiare pc alla mano perché meglio di un libro ti fa approfondire e aprire tante strade. Come i miei coetanei, il mio mondo è quello dei nativi digitali, quella famosa generazione Y, la Next o Net Generation, noi per primi abbiamo visto l’avvento della mo- neta unica, dei social, degli smartphone, la metamorfosi di un mondo che ha cambiato linguaggi e stili di vita.

Il tuo social preferito?
Essendo una modella ovviamente Instagram.

Mi raccontavi che sei orgogliosa di essere stabiese, quali posti di Castellammare ami vivere?
Amo il lungomare e il corso dove la sera ci si ritrova tra giovani, ma anche il centro antico mi affascina per la sua storia, credo che è proprio dalla valorizzazione della parte antica della città che si potrebbe ricominciare a rilan- ciare il turismo. Questa città vanta una storia fatta di personaggi illustri, antiche tradizioni e maestri artigiani, purtroppo il cuore della città è inaccessibile ai turisti perché non ci sono guide e nemmeno un’adeguata programmazione. Risultato? Stabia diventa così solo una città dormitorio.

C’è un momento dell’anno che preferisci?
Amo l’odore del mare e l’aria estiva, l’estate qui è bellissima!

Le caldarroste del Faito, i carciofi di Schito, i biscotti di Castellammare, le cozze vendute agli chalet dell’Acqua della Madonna sono tutte specialità stabiesi ce ne è qualcuna che non conosci?
Non conoscevo “I biscotti di Castellammare”, li ho apprezzati per motivi di studio, infatti l’anno scorso con la mia classe abbiamo aderito al progetto scolastico “Fare Impresa” ed io, essendo al turistico, ho partecipato in particolare al “A Great Day JA, un progetto che avvicinava gli studenti ai percorsi enogastronomici del- la nostra città.

Vogliamo salutarci facendo un augurio alla nostra città?
Fiera di essere stabiese, auguro alla mia città di risollevarsi del tutto e di ritrovare gli antichi fasti e lo splendore di quel tempo che fu e che la rese grande.

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