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Cecilia Herrera | La mia vita in… Jazz

© Carmine Cascone | Sei Periodico
Il nostro Direttore questo mese ha intervistato Cecilia Herrera, talento naturale del bossa/latin-jazz. Cantante, artista di teatro, conduttrice di programmi radiofonici, Cecilia è una donna dalle mille risorse. La classe intrigante della bella artista si racconta attraverso il suo percorso, i sogni e i progetti. Buona lettura!

Cecilia Herrera, armoniosa elegante per nulla trascendentale, quali sono le sue muse ispiratrici?
Sono Ornella Vanoni per la sua espressività vocale e sensualità, Mina per la tecnica, Billy Holiday per la leggerezza.

Come si fondono il jazz con i ritmi latino americani?
Dal 1962 le prime “fusion” tra il jazz e i ritmi brasiliani, anche perché era nata la “bossa nova”, per opera di Antonio Carlos Jobim, Vinicius de Moraes, João Gilberto e i ragazzi che si riunivano a casa di Nara Leão a Rio de Janeiro. Tra i più importanti, oltre al citato Jazz Samba, i successivi dischi di Stan Getz con Luiz Bonfá e soprattutto con João Gilberto e Astrud Gilberto (con il successo di Garota de Ipanema) e l’album di Jobim con Frank Sinatra del 1967. Dal successo di quei primi esempi di “fusion” tra due generi così diversi, ma che seppero così bene convivere, molti tra i principali jazzisti americani tentarono di ripercorrere la strada intrapresa da Getz e interpretarono a loro modo la musica brasiliana.
Quali sono stati gli incontri determinanti per la sua carriera?
Ne ho avuti tanti e alcuni hanno influenzato positivamente il mio percorso tra i quali Massimo Ranieri, Giancarlo Bigazzi, Alfredo Paixao con il disco “Papillon” infine Amaury Lopez e Santiago Larramedi per un progetto a Miami per i paesi sudamericani.

Ci vuole raccontare un momento di gioia contrapposto ad un momento di tristezza?
Purtroppo la gioia va sempre a braccetto con la tristezza ma se impari a vivere entrambi come frammenti della vita e non giudicandoli, alla fine riesci a capire che senza la tristezza non può esserci la gioia quindi è difficile per me ricordare solo uno in particolare.

Progetti per il futuro?                                                                                                     Il 13 luglio canterò in un evento e prossimamente ho già in cantiere uno spettacolo napoletano riarrangiato a tango flamenco e arabo oltre che un progetto teatrale con le musiche più note dei film di Almodovar.
“Papillon” rappresenta a tutti gli effetti la tua più grande interpretazione vocale e maturazione professionale ma è molto di più, un intreccio di musica e culture diverse in un unico disegno musicale. Potremo sperare in ulteriori progetti del genere nel panorama musicale di riferimento?
Si, in “Papillon” c’è un intreccio di culture e fusioni con artisti internazionali tra il samba, bossanova, zamba argentina e la canzone d’autore. Sono sempre pronta a dare vita ad altri progetti anche perché, conducendo un programma di musica latina, posso esplorare mondi diversi e scoprire sonorità differenti da quelle che arrivano dal mondo britannico ed americano.
Parliamo di “Casa Cecilia”, i lettori di SEI PERIODICO, vogliono saperne di più, ce lo illustri?
Si tratta di un programma trasmesso dal salotto di casa mia e condotto da me. C’è uno chef che ogni lunedì sera dalle 21,00 prepara una ricetta a tema e poi si cena con gli ospiti di turno e due ospiti fissi che sono Stefano Criales e Fabio Silvestri (chef di professione).
Di cosa si parla durante la trasmissione?
Tra musica live ed esponenti della musica latino-americana, si affrontano svariati argomenti passando dal sociale alla cucina. Marcia Sedoc “ex Cacao Meravigliao” cura gli argomenti per le pubbliche relazioni ed il sociale.

Per i lettori interessati e per i tuoi fan, ci dici come possiamo ascoltarlo?
Ci sono due alternative, collegandosi al sito www.mambo.it o sintonizzandosi su Radio Mambo FM 106.9. Vi aspettiamo numerosi!

 

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