Con il loro stile bon ton, sempre elegante e di classe hanno annunciato la storia di oltre mezzo secolo della tv e di un’Italia che cambia ma resta sempre la stessa.
Erano le mitiche “signorine buonasera”, che fine hanno fatto?  Abbiamo chiesto questo ed altro a Dalila Pasquariello attrice ed ex annunciatrice RAI.

Ciao Dalila, benvenuta su Sei Periodico come ti sei appassionata al mondo dello spettacolo?
All’età di 18 anni partecipai al PON sulla legalità “Sicurezza per lo Sviluppo del Mezzogiorno d’Italia. L’obiettivo era narrare i due volti diversi di una stessa città: Napoli. Le riprese avvennero tra i quartieri di Scampia e quello di Chiaia e coinvolse 30 studenti, tra i quali io. Successivamente, assieme ad un’amica fotografa, mandai l’iscrizione al concorso di Miss Italia, mi selezionarono e partecipai vincendo la fascia di Deborah, correva l’anno 2011. Grazie a quel concorso fui poi chiamata dalla Rai che stava selezionando nuovi volti per l’incarico di annunciatrice e così anche io sono finita nell’albo delle Signorine Buonasera.

Da Fulvia Colombo a Dalila Pasquariello in 65 anni la tv “annunciata” dalle signorine buonasera è cambiata in meglio o in peggio?
Nell’ultimo ventennio la tv ha maltrattato le donne, negli anni ’50 -’60-‘70 sul piccolo schermo la figura femminile era elegante, sobria, signorile, col tempo la figura femminile è stata sempre più spogliata e basta.

Ti sei ispirata ad un modello annunciatrice della “vecchia guardia”?
Quando ho cominciato nel 2013 la tv era totalmente cambiata, ho dovuto creare un modello che mi rappresentasse e mi somigliasse anche nella vita privata. Ho cercato sempre di essere molto carina e garbata anche negli annunci istituzionali dove non è che puoi dire molto ma un sorriso può fare la differenza .

Perché poi mamma Rai ha rinunciato alle annunciatrici?
Credo siano diventate obsolete rispetto ai tempi moderni e poi il digitale è più economico anche se meno magico.

Un pezzo d’Italia archiviato senza troppa nostalgia?
Direi piuttosto uno specchio in cui le donne non si riflettevano più, mentre negli anni ’50-’60 erano un punto di riferimento per il sesso femminile, quotidianamente entravano nelle case di milioni di italiani diventando icone di uno stile che oggi non c’è più, ora abbiamo le fashion blogger (ride).

Ti ha fatto piacere aver ricoperto il ruolo?
Mi ha fatto molto piacere!

Da conduttrice ad attrice per la fiction “Sotto Copertura” come ti sei calata nel ruolo della vivandiera Anna?
Non è mai facile per un attore dare autenticità ad un personaggio, io, sul set, ho avuto la fortuna di conoscere la squadra che si occupò dell’operazione nella vita reale. Da loro ho appreso quei retroscena che la sceneggiatura non contemplava, arricchendo il personaggio.

Ha influito positivamente essere napoletana nel tuo ruolo?
Assolutamente si. Al provino è stata la mia arma vincente. Ho reso un’interpretazione naturale e ho messo nel mio personaggio una buona percentuale di Dalila, alla fine delle riprese la sofferenza della protagonista divenne un po’ la mia.

“Sotto copertura” possiamo definirla la fiction anti-gomorra?
Si, l’altro lato della medaglia che ha descritto il lavoro di una squadra investigativa che ha dato un grossissimo contributo alla società e ha mostrato un lato diverso di certe realtà.

Quindi il messaggio è che Napoli può cambiare?
Purtroppo passa più spesso un altro messaggio: “A Napoli – si dice – i giovani non hanno né voglia né speranze!”, ma essi hanno bisogno di credere nel cambiamento. Non sono d’accordo con certi titoli vergognosi di testate che scrivono che i napoletani si bruciano da soli. Penso che si speculi sulla nostra città per vendere giornali, diciamolo ai giovani che sono quelli che ne risentono di più.

Che rapporto hai avuto con “Don Matteo” alias Terence Hill e cosa ti ha insegnato?
Lui è una persona molto discreta e non molto loquace, fa parte di quella generazione di grandi attori che non si è più ripetuta. Un uomo molto dolce non è per niente l’attore che si tira arie. Sul set non usa controfigure, mi ha stupito vedere che se la scena esige che deve scendere le scale con la bici lo fa lui, non ama essere aiutato. Da lui ho imparato che la semplicità è il segreto dei grandi artisti e forse la potenza di questa fiction è proprio narrare questi valori semplici della vita oggi sempre più smarriti.

Uno Stato che nega il diritto di scegliere se vaccinare o meno i propri figli è uno stato libero e democratico?
No dai ti prego, le vaccinazioni in Italia e nel mondo hanno debellato virus che una volta rendevano invalide molte persone. Io sono stata vaccinata come tanti altri giovani italiani e credo nella scienza e nella medicina. Sicuramente la questione vaccini andrebbe sorvegliata non dalla politica ma dalla medicina per ridurre al minimo i rischi e al massimo l’efficacia.

La vita di un’attrice è fatta anche di valigie, viaggi e alberghi, ti piace essere figlia del mondo?
A momenti si altre volte ci soffro un po’. Amo viaggiare, soprattutto in Italia ma convivo da poco e ultimamente mi spiace vivere lontana da casa e dal mio uomo

Quindi in amore il cuore batte, chi è l’altra metà della mela?
Un avvocato napoletano, un uomo semplice con un gran senso della famiglia, è un tradizionalista, il suo carattere introverso compensa il mio molto socievole.

A proposito di amore, secondo una ricerca di Badoo le napoletane sui social sono le più difficili da conquistare, concordi?
I complimenti sui social costano davvero poco, se fatti da una donna ad un’altra valgono un po’ di più. Sarò anacronistica ma trovo che si viveva meglio quando le nostre vite non erano alla mercé del mondo virtuale.

Socievole, espressiva, comunicativa in quale di queste tre attitudini ti riconosci di più?
Caratterialmente sono molto socievole ma non invadente, a primo impatto preferisco più comunicare con un sorriso che con le parole.

L’Italia è una vera officina artistica o è meglio formarsi all’estero?
Se avessi una proposta per l’estero la coglierei al volo, tipo per l’America dove il cinema è tutta un’altra storia.

E quelle valigie dietro la porta, parti per lavoro o vacanza?
È una fuga romantica di qualche giorno Spagna.

Buon viaggio Dalila, mandaci una cartolina e ci saluti i lettori?
Signori e signore spero di avervi raccontato un qualcosa che vi abbia dato un’idea di me e spero che in futuro avrò qualcos’altro da raccontarvi, seguitemi e continuate a leggere questa bella rivista.

 

Leggi l’intervista anche su: Seiperiodico

Please follow and like us: