Vent’anni al servizio delle spose, le sue vere muse ispiratrici, perché come ci ha detto “il wedding è il mondo dei sogni che diventano realtà”. Era da tempo che desideravo intervistarla, finalmente su Sei Periodico: Elisabetta Polignano la stilista delle spose. Colei che ha fatto del viaggio uno dei tratti distintivi della sua creatività.

Benvenuta su Sei Periodico cara Elisabetta, stilista e donna con una passione: rendere magico il giorno del si. Quando ha cominciato a vestir spose?
Sin da piccolina mi ha sempre affascinato questo straordinario mondo creativo fatto di stoffe meravigliose, ricami pregiati e di sofisticate lavorazioni capaci di realizzare abiti da sogno. Attratta da questo mondo ho cominciato a frequentare laboratori e ricamatrici per imparare come si confezionava un abito da sposa. Poi decisi di frequentare a Bari un corso di stilista che mi completasse e mi permettesse di affinare le capacità già acquisite. Nel 1983 mi sono trasferita a Milano per intraprendere gli studi di architettura e durante quegli anni mi mantenevo disegnando collezioni per alcune aziende.

Perché Putignano, il suo paese natio, è considerata la patria dell’abito da sposa?
Perché era una città in cui esistevano tantissimi laboratori e sartorie artigianali, oggi purtroppo, con la crisi del settore manifatturiero, lo è un po’ meno.

Come e quando è nato il brand di Elisabetta Polignano?
Nel 1997 è nato il brand “Elisabetta Polignano” (www.elisabettapolignano.com), qui, nella capitale della moda italiana, ho iniziato la mia grande avventura. Un marchio che da sempre fa del “made in Italy” il suo fiore all’occhiello. Nel tempo ho dato vita a 6 linee: EP Elisabetta Polignano, Vision, Signature, Vittoria Sposa, Joie de Vivre e Privée, quest’ultima dedicata al mercato Usa.

Come fonde il suo essere donna con l’identità imprenditoriale?
Sono una donna che ama il suo lavoro, non potrei fare altro! Colgo l’ispirazione osservando tutto quello che ho intorno e ciò che è capace di emozionarmi. Le mie creazioni si distinguono da tantissime cose: dal design, dalla cura meticolosa dei dettagli e delle finiture, dalla sartorialità, dal taglio delle linee. E poi dai tessuti, rigorosamente 100% made in Italy, lievi e impalpabili. Per me è essenziale anche amare i colori: dal rosso “Polignano” al nero.

Il matrimonio oggi è un fenomeno sociale che ha subito forti evoluzioni, come si adegua Elisabetta ai tempi e alle tecniche che cambiano?
Per quanto riguarda le mie creazioni, arte e cultura hanno da sempre un influsso particolare. Entrambe hanno svariati punti di contatto, a cominciare dalle emozioni da cui scaturiscono e che suscitano. Ultimamente trovo molto all’avanguardia l’uso dei tessuti tecnici, che sviluppano temi classici. Per me la qualità dei tessuti è una caratteristica irrinunciabile, molto ma molto importante: per i miei capi lavoro solo sete provenienti esclusivamente da tessiture italiane, che rendo tridimensionali e trasformabili. Per il proprio giorno speciale, si veste quindi un sogno e con le mie creazioni voglio testimoniare quanto sia realizzabile e alla portata di tutte.

Ogni sposa ha il suo abito, come nasce questo incontro?
L’abito da sposa giusto è quello che veste la personalità di ogni donna, prima ancora che la sua fisicità. Per prima cosa, quindi, è bene definire che tipo di matrimonio si ha in mente. In generale, se le nozze vengono celebrate di giorno, la sposa può osare di più: sì allora a un abito più fresco, di tulle, più giocoso, dal colore vivace e brillante. Per il matrimonio di pomeriggio o di sera, invece, l’abito chiede colori più impostati e forme più strutturate. Oppure si può puntare su un accessorio colorato. Ma attenzione, il colore è per le spose dalla forte personalità.

Sembra facile ma come si riconosce il proprio abito?
L’abito da sposa è il capo …per un giorno e per quel giorno… si riconosce scegliendolo col cuore, non solo con gli occhi. Molte future spose pensano già di sapere quale sia l’abito giusto per loro ma non sempre è così, perché spesso è solo frutto di influenze esterne e suggestioni. Perciò consiglio di non portare mai troppe persone con sé al momento della scelta dell’abito. Ogni futura sposa deve guardarsi dentro e “riconoscersi”.

Dove trovano le spose Elisabetta Polignano?
Oggi le mie creazioni sono presenti in due atelier monomarca, nella sede principale di Oleggio (Novara) e a Saronno (Varese), e in 90 boutique in Italia, oltre che in Giappone, Stati Uniti, Emirati Arabi, Arabia Saudita e Cina.

Lei quale tipo di donna veste per il fatidico Si?
Non mi rivolgo mai ad una tipologia in particolare ma alla sposa come status di donna che vuole essere bella per quel giorno essendo semplicemente se stessa, al 100%.

Le nazioni ispirano le sue collezioni, dopo India e Giappone cosa vedremo sulle passerelle di Elisabetta Polignano?
Le mie Collezioni 2018 sono ispirate a Venezia, mi incantano i suoi colori, la fine architettura dei suoi palazzi, la sua innata eleganza, che ho pensato di trasferire al mio “mondo della sposa”. I miei capi vogliono essere così una dedica speciale al made in Italy che abbraccia il mondo intero e un omaggio alle mie muse, tutte le donne vere, e alla bellezza di ognuna.

Lei è sposata? Dove ha preso il suo abito da sposa?
Sì, con Dario Mongioy. Insieme ci completiamo, c’è una perfetta e meravigliosa complicità tra noi. Mi segue da sempre in questa mia avventura e oggi è infatti il Direttore generale del brand. Il mio abito da sposa l’ho realizzato io! Abito bianco seta di taffetà, corto davanti e lungo dietro, con applicazioni di pizzo sdrucito dal mood shabby chic. Al posto delle classiche decolleté indossavo dei sabot con calzini e i capelli li ho raccolti con delle trecce.

La sua musa ispiratrice?
Tutte le mie future spose sono le donne “vere”, autentiche e sono loro le mie muse ispiratrici. I miei abiti sono “atti d’amore” dedicati ad ognuna di loro.

Organizzerebbe una sfilata a Napoli e cosa le piace della nostra città?
Sarebbe un sogno e mi piacerebbe davvero tantissimo, Napoli è una delle città più belle al mondo ed è assolutamente unica! La amo molto e ne apprezzo tantissimo i colori, il calore dei suoi abitanti, la visceralità, la schiettezza e la lealtà.

Sensuale e mai volgare, qual’ è il diktat per una sposa?
Le parole d’ordine sono equilibrio e sobrietà, in questo modo non c’è rischio di sconfinare nel volgare. Indossare un abito da sposa non è come indossare un jeans e una maglietta, è qualcosa di molto, molto importante, che va sentito nella propria identità. Succede prima a me quando lo creo: prendo la matita ed è lei a seguire il mio cuore.

E se una donna è abbastanza matura ma non vuole indossare il classico tailleur da seconde nozze?
Va da sé che il modello più appropriato è anche quello capace di esaltare la sua bellezza di donna e celare i punti meno forti della sua silhouette ma sempre senza nascondere, né mistificare. Una sposa matura non deve cedere a compromessi né a rinunce. L’abito esprime uno stile in grado di esaltare la bellezza di ognuna.

Prima di chiudere mi saluta le spose d’autunno con un consiglio per la stagione in cui andranno all’altare?
Più che un consiglio, a questo punto, farei loro un augurio: di essere felici e pienamente consapevoli della bellezza del momento che si apprestano a vivere, di godere di ogni fase dei preparativi legati al loro giorno più bello, senza ansia né stress, di rispettare sé stesse e ascoltare sempre il loro cuore.

Leggi l’intervista anche su: Seiperiodico

Please follow and like us: