by Agenzia Sei on 11 dicembre 2015

C’è il mare d’inverno, c’è un pianoforte, c’è il sapore antico di suoni mediterranei che riscalda l’ambiente, c’è una voce che canta, è quella di una giovane cantautrice salernitana che mi sorride mentre continua a cantare…

Ciao Alfina, che bella canzone…   È una storia che racconta di due amanti che in un hotel vivono una notte di passione, s’intitola “di rosso e sensualità” ti piace? Si molto!

Mi racconti com’è cominciata tra te e la musica?
Ho cominciato con la danza perché i miei confusero la mia voglia di ascoltar musica con quella di ballare ma guardami con 1,80 di altezza dove andavo? Al liceo mi divertivo a cantare, il mio sogno era laurearmi in veterinaria ma poi la musica mi ha rapita, mi dilettavo a comporre melodie e a 22 anni mi sono iscritta prima ad un corso di pianoforte e poi al Conservatorio, laureandomi in canto jazz.

Ti è mai venuta voglia di mollare?
Sono in crisi un giorno si e uno no ma la passione per la musica mi porta sempre a superare tutto. La strada del successo è lastricata di ostacoli e…. Sacrifici! Noi lavoriamo per far star bene gli altri, la musica appartiene agli innamorati, agli amanti e a chi vuole parlare senza parole proprie, un cantante è un pò come Cyrano de Bergerac, un eroe di grandi ideali e profondi sentimenti, che interpreta le sue passioni e le mette al servizio degli altri.

Se ti parlo di sensualità che ti viene in mente?

Mi viene in mente il cd “di rosso e sensualità” a cui ho lavorato negli ultimi tre anni assieme al mio arrangiatore, il chitarrista Pasquale Curcio e che uscirà il prossimo 18 dicembre. Ho scritto la musica pensando ad una tarantella e mi son detta “ma che ci faccio con una tarantella e due amanti?” ma io sono salernitana e certe note me le porto nel sangue, non so come ma sono riuscita a sviluppare tutto un discorso musicale che si è costruito attorno al testo che si è perfettamente sposato tra ritmo e parole.

Quanto è passionale Alfina?

Tantissimo altrimenti non farei questo mestiere. In una storia d’amore ci vuole più rosso o più sensualità? Direi un equilibrato 50% il rosso fa pensare alla passione ma anche alla famiglia, ai valori e la sensualità è il sale e il pepe in una storia d’amore.

Quanto di autobiografico ci ha messo in questo cd?

Ti dico solo che la canzone numero SEI è dedicata a mio padre.

Il Sud in musica esprime un concentrato di passioni, ragioni e suoni, tu a quali ti sei ispirata?

Nel mio disco ci sono strumenti come il pianoforte e la chitarra di Pasquale Curcio che ha curato magnificamente l’arrangiamento di tutti pezzi, assecondando le mie affinità musicali e ne è uscito un album con musiche d’ispirazione molto mediterranee, arabeggianti e un pizzico di jazz che fa parte della mia formazione musicale.

Nel cd c’è una canzone molto bella “Li penzieri” quali sono quelli di Alfina?

“Li penzieri” è uno dei brani più belli del mio disco, scritto in collaborazione con un grande cantautore cilentano che purtroppo è scomparso due anni fa: il brano racconta la storia di un uomo che si chiede se la sua donna prova i suoi stessi desideri, è cantato in dialetto cilentano con un arrangiamento molto popolare ed etnico. Io sono in parte cilentana di origine. i miei pensieri? Spero di continuare a seguire la mia strada e di circondarmi di persone belle. C’è un ritorno al vinile, è anche una tua scelta?

Si! Perché è poetico e anche sensuale.

Tre cover di cui una dedicata a Pino Daniele…

Volevo ricordarlo con una canzone non certo notissima “E cerca e’ me capì”, un brano di un giovanissimo Pino Daniele, mi ha ispirato perché c’era la voglia di un ragazzo che voleva far conoscere la sua musica agli altri. Prima parlavi di passioni, ragioni e suoni e Pino ha cantato sempre le ragioni della musica e del Sud. In qualche modo mi ci sono ritrovata, c’era una grande affinità con “di rosso e sensualità” soprattutto per la linea melodica molto mediterranea, musicalmente parlando.

Hai scelto hydra music un’etichetta indipendente non trovi che questo possa danneggiare il lancio del tuo disco?

Attualmente le grandi case discografiche inseguono solo i talenti dei reality, a me hanno anche proposto di scrivere per loro. Credo che in un reality vieni fuori in un modo poi se cerchi di riproporti nella tua veste rischi solo di perdere in credibilità, il pubblico si affeziona a quel che vede. Io sono arrivata alle finali di X-Factor con Morgan e sono felice di non essere giunta al serale perché, col senno di poi, ho capito che quell’esperienza avrebbe danneggiato la mia autenticità.

Come si resiste ai compromessi musicali e della vita?

Con una forte personalità e con le idee chiare.

Prima di chiudere un augurio ai lettori per Natale?

Credete sempre in voi stessi anche se non è un periodo facile, lottate sempre perché prima o poi qualcosa esce.

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