Ripartiamo da “Napoli” vista e cantata dai MrHyde. Cecilia Donadio del TG3 Music and City li ha definiti “rap-mantic”, Alessandro Siani dice che cantano un genere neo-sound, per noi di Sei Periodico rappresentano la perfetta fusione tra amicizia e passione per la musica.

Ciao ragazzi, benvenuti su sei, quando e dove s’incontrano i MrHyde?

Ludo: ai Quartieri Spagnoli da bambini, un pomeriggio che decisi di esplorare il palazzo in cui mi ero trasferito e incrociai un ragazzino più piccolo di me che cercava di accendere fiammiferi ma con scarsi risultati. Io, un po’ per darmi arie da grande e un po’ per fare amicizia, provai ad aiutarlo e, pur non avendo mai avuto una minerva tra le mani, riuscii ad accendere la fiammella, da quel giorno è nata una lunga amicizia che dura da ben 32 anni.

Rudy: crescendo ho iniziato a prendere lezioni di piano e lui di canto e abbiamo cominciato a guadagnare qualche soldino facendo prima piano bar e poi suonando nei locali. Man, mano sono venuti i concerti e le manifestazioni. Sempre insieme, uniti dalla passione per la musica e da una grande amicizia.

Ma il rap è musica sociale voi perché cantate l’amore?

Rudy: è vero il rap è un genere musicale di protesta, un linguaggio che volge al sociale ma noi siamo dei rap anomali, diciamo così che mentre il rap “puro” è un genere musicale che descrive una realtà senza filtri, raccontando le sofferenze della società, i MrHyde sono l’ambivalenza nel genere, l’altra faccia del rap.

Ludo: per noi il rap è una poesia cantata il nostro è un rap contaminato con hip pop e nei nostri testi mettiamo soprattutto l’amore: che è il valore più grande e ricercato, che impariamo a conoscere sin da piccoli.

Napoli è al primo posto nelle vostre collaborazioni artistiche, per scelta o per proselitismo?

Ludo: innanzitutto perché Napoli è una città piena di talenti e poi, in quanto artisti partenopei, ci teniamo a valorizzare la nostra musica, crediamo che i nostri fan s’identificano nel messaggio musicale che trasmettiamo a prescindere dal territorio.

Spesso è una città oggetto di etichette e definizioni, la si può spiegare al mondo?

Ludo: ma assolutamente no! Ogni mondo è paese e su Napoli puoi solo farci una riflessione e arrivare alla conclusione che i problemi nostri purtroppo fanno successo più della nostra storia, della nostra cultura, delle meraviglie architettoniche e naturali di una terra che se non la vivi non puoi veramente amarla. Napoli è una città spesso strumentalizzata, vedi la “Terra dei Fuochi”.

Rudy: il nostro è un dna contaminato da mille culture, finalmente i napoletani soffrono quando vedono amplificate dai media soprattutto le cose che non funzionano e oscurato quell’inestimabile valore che pur possiede Napoli e il Sud Italia. Però direi finiamola di dire noi per primi che qui non funziona nulla altrimenti ci convinceremo sul serio che per noi non c’è riscatto quando poi non è così.

Teresa de Sio in un’intervista a Sei Periodico ha sostenuto che oggi il rap è una musica snaturata dalla commercializzazione e che la musica rap ha perso smalto, voi che ne pensate?

Ludo: posso solo darle ragione! Cantare l’amore ha sempre avuto un forte riscontro commerciale, noi poi abbiamo scelto di scrivere quel che sentiamo e quando scriviamo lo facciamo in primis per noi stessi.

Tante collaborazioni con artisti di spessore, come nascono certe sinergie?

Ludo: prima siamo loro fan e poi collaboriamo! Rosario Miraggio ha una voce bellissima e quando ci venne in testa di scrivere qualcosa da cantare con lui, per non essere banali, abbiamo osato con un testo in italiano. Ad oggi il video di “Dove Sarai” MrHyde feat Rosario Miraggio ha avuto oltre cinque milioni di visualizzazioni. Diverso è stato il discorso con Maria Nazionale, per il nostro testo “Questione ‘e core” ci voleva una cantante napoletana dalla voce carnale e abbiamo pensato a lei. Invece il pezzo “Ammore” scritto e cantato con Sal da Vinci, originariamente cantato da Maria Boccia col titolo Ajere e dimane, è stato un omaggio a Massimo Troisi, ricordando il film “Pensavo fosse amore invece era un calesse”.

Invece come è nata la collaborazione con Peppino di Capri?

Rudy: Peppino di Capri lo abbiamo conosciuto nel periodo in cui facevamo “Radio Napoli.O” e “Radio Kiss Kiss”, incontrare un “mostro sacro” come lui e lasciarselo sfuggire era assolutamente una mossa poco intelligente, fu così che Ludo gli disse che da un po’ avevamo creato un pezzo sulle note di Roberta, il problema era che l’idea in realtà ci era venuta in quel momento e non avevamo niente, così prendemmo tempo e in due giorni tirammo fuori un testo convincente che Peppino cantò e produsse con noi.

È vero che la vostra musica ha avuto come grande ispiratore Pino Daniele?

Ludo: Le prime canzoni cantate sono state le sue, compravamo gli spartiti di Pino e strimpellavamo note, la musica è entrata in noi attraverso i suoi testi. Ricordi il flash mob di Piazza Plebiscito a pochi giorni dalla sua morte? Eravamo in centomila, le persone ci hanno seguito al suono di una una chitarra ed è stata un’emozione inenarrabile quell’eco che si diffondeva in Piazza Plebiscito. Un piccolo contributo che rimarrà a vita, questo è oggi Pino Daniele perché non puoi spiegare quello che parte dal cuore.

Lanciamo un messaggio ad un artista con il quale sognate di esibirvi?

Ludo: io vorrei duettare con Eduardo de Crescenzo, un artista tra i più originali interpreti della musica italiana!

Rudy: io sono più internazionale, duettiamo con Steve Wonder?

10 records è un’etichetta che esce fuori da certe logiche commerciali?

Ludo: le grandi case discografiche ai nostri giorni puntano direttamente ai grandi artisti e difficilmente danno una mano a chi vuole autoprodursi. Ai giovani autori non resta molto spazio ma se ci sono progetti validi ed idee con un’etichetta indipendente come la nostra si riesce anche a farsi spazio nel mondo della musica.

Parliamo del video Napoli?

Rudy: un video girato a Scampia sul tetto di un palazzo, che ha visto tanti contributi video con amici artisti come Ciro Giustiniani e Sal da Vinci ma anche tante persone che hanno inviato piccole clip, dopo Guagliò con Clementino questo è un altro pezzo fortemente sociale.

Enzo Avitabile ha vinto due David di Donatello per miglior musica e colonna sonora per il film “Indivisibili”, cosa ne pensate?

Rudy: è una grande soddisfazione per noi che siamo cresciuti con la musica di questo grande artista. Enzo Avitabile ha un rapporto unico con gli strumenti, resta un artista non ancora capito e apprezzato fino in fondo, non ha mai ceduto il passo alla commercializzazione della musica forse perché la rispetta profondamente.

Parlando di sentimenti com’è la donna ideale di un musicista?

Rudy: deve essere follemente innamorata della musica, solo così potrà sopportare gli orari e le fughe che la professione comporta. Una donna che ama l’alta velocità sulla quale ogni artista è costretto a girare, in grado di comprendere le ansie che assalgono un autore quando crea il suo pezzo e di gestire le angosce che avviluppano un artista quando un pezzo non riscontra il gradimento del pubblico.

Ludo: la donna di un artista deve essere esattamente come mia moglie Angela che da vent’anni mi sostiene e crede in me ancor prima di me.

Chi è Rudy secondo Ludo e viceversa

Ludo: Rudy è l’anima dei MrHyde quello che arrangia i pezzi, lo schivo tra i due, il tranquillo del gruppo, difficile vederlo in giro.

Rudy: Ludo è quello istintivo e che si apre subito, quello che cura le pubbliche relazioni, che scrive i testi con me che si chiude in studio con me a ragionare. Ludo improvvisa e coglie l’opportunità, è il mio miglior amico da oltre trent’anni.

Un rap per SeiPeriodico così aggiungo una frase motivazionale nel mio ufficio e un saluto ai nostri lettori?

Ludo: Nun ce sta vita si nun ce sta passione chella passione can un aspetta ma ca trase senza permesso e tutto po’ cagnà… Ringraziamo tutte le persone che ci leggono alle quali auguriamo il meglio e date sostegno alla musica

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