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#666# Codice d’accesso. A cinquant’anni io scelgo me!

Fu il mal di testa a risvegliarmi dal torpore in cui ero caduta, un dolore sordo che scendeva fino agli occhi, avevo bevuto un po’ troppo e gli effetti della sbronza mi presentavano il conto quella domenica mattina col sole che bussava irriverente alle finestre.

Mi girai nel letto e lo vidi di spalle, era un bel ragazzo col fisico atletico di chi fa palestra abitudinariamente. Madre natura era stata generosa con lui, regalandogli una struttura possente che trapelava dalle lenzuola che lo avvolgevano in una specie di tunica, aveva la pelle abbronzata e liscia e dormiva abbracciato al mio cuscino. Sollevai la mano e gli accarezzai teneramente i capelli neri e morbidi, era il mio silenzioso grazie per la più bella notte di sesso mai trascorsa. Una notte carnale, con un uomo che aveva la metà dei miei anni, non provavo sensi di colpa, anzi mi sentivo viva. Il mio corpo si era ridestato dal sonno, funzionava ancora alla perfezione, il meccanismo non era affatto logoro. La voglia di avere ogni singola goccia di lui nuovamente mi assalì, lasciandomi la stessa sensazione di vuoto che si ha quando il trenino delle montagne russe si appresta ad affrontare la discesa. La mia vita sembrava un libro scritto al contrario, da bambina avevo avuto il peso di responsabilità più grandi della mia stessa età, avevo poi vissuto un ventennio matrimoniale riempiendomi di gioie materne, affermandomi nella professione ma subendo quella quotidianità che spacca i sogni e frantuma i buoni propositi. Tutto sommato ero stata una buona moglie, una brava madre e una figlia diligente e riconoscente, ora volevo solo essere me stessa. Io e il mio uomo misterioso ci eravamo conosciuti la sera prima, l’alcool mi aveva sciolto un bel po’ e i risultati erano avvolti nelle mie lenzuola colorate. Si era offerto di accompagnarmi a casa, mi aveva tolto la chiave di mano, aveva aperto e ci eravamo ritrovati nell’ingresso buio. Il bip dell’allarme mi aveva ricordato di inserire il codice di accesso, arrivai al pannello digitai #666# e un attimo dopo mi ritrovai a dare il consenso anche alle sue labbra sul mio collo, poi sulle mie spalle, sulla mia bocca. Era tutto molto passionale, la sua pelle odorava di sesso e dopobarba e nel giro di pochi minuti il mio vestito era abbandonato sul pavimento. Ero lì, nel salotto di casa mia con uno sconosciuto. Immaginai mia madre che si stava rivoltando nella tomba e sentivo gli occhi di mio padre, ligio professore di greco e latino, che mi trapassavano dall’aldilà! Mentre il cuore accelerava, mi ritrovai a sfilargli la maglietta, pochi istanti dopo ero sotto di lui sul tappeto persiano ai piedi del divano, la trama morbida accarezzava la mia schiena. Quel tappeto era ora la mia alcova, la mia terra senza regole dove peccare sarebbe stato meno peccaminoso. Il mio amante era insaziabile ed esperto, riuscì a portarmi alla vetta del piacere più volte. L’odore della sua pelle mi faceva impazzire, il sapore della sua eccitazione sulle mie labbra mi faceva perdere il controllo completamente. Quando tutto finì gli proposi di rimanere a dormire da me, volevo il suo corpo rilassato sul mio letto, accettò senza pensarci troppo, come due pugili stanchi ci lasciammo andare ad un sonno profondo, mi ero presa ogni singolo attimo di piacere, senza progetti, senza pretese, senza un domani. Una donna matura che cede alla trasgressione di una notte con un uomo molto più giovane di lei per la società è inaccettabile ma le trasgressioni ristabiliscono il nostro equilibrio interiore, consentono di entrare in contatto con le parti di sé più libere e spontanee non vissute pienamente in precedenza o accantonate crescendo. Riscoprire l’entusiasmo e la capacità di sognare, potenzialità ed interessi che sono stati abbandonati nel corso degli anni per far fronte ai dettami della vita adulta è un’esigenza, che va al di là della paura di invecchiare, e nasce piuttosto dalla maturazione stessa che ci porta a sdoganare i dogmi e a mettere in discussione le certezze perché la vita non è un business plan ma evoluzione continua.

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