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All you need is love!

L’informazione può monopolizzare la massa e abbattere lo share anche del Santo Padre.

“Omnia vincit amor”: una legge universale, secolare, ancora oggi attualissima, racchiusa negli intricati meandri di tormentate menti e pulsanti cuori, costantemente oscillanti tra bruciante desiderio e vani propositi di resistenza. L’amore non si spiega alla lavagna, non si può facilmente reprimere con salde imposizione e nemmeno cancellare con un netto colpo di spugna. Destinatari della sua forza dirompente sono tutti, indistintamente, perché anche se sfaccettato, celato e talvolta incompreso, questo sentimento vive di attimi irrinunciabili, pensieri e ricordi e si alimenta delle più irrisorie sensazioni e percezioni. Invade e conquista senza preventivi ultimatum e, nella sua acclarata accezione globale, non può prevedere alcuna dispensa! Protagoniste sono le creature di quel noto Cantico universale, che racchiude l’umanità intera sotto il vessillo francescano dell’armoniosa creazione. Perché, dunque, settorializzarlo e ricondurlo solamente ad un sentimento fatto di costanti dichiarazioni, necessariamente accompagnate da gesti tradizionali e talvolta eclatanti? Perché assoggettare l’amore solo alla classica logica della parola? Si ama pure con uno sguardo, con un sorriso, nel più assoluto silenzio e… anche quando a russare non è l’uomo del cuscino accanto ma l’ospite a quattro zampe sullo zerbino! L’affetto sincero non conosce distinzioni di sorta: può nascere dovunque e in qualsiasi momento, sviluppando la sua intensità con paziente e costante attenzione; può essere radicato sia nell’abbraccio di un bambino alla madre tornata da lui sia in un festante scodinzolio di benvenuto sulla soglia di casa, in grado di stemperare anche la più faticosa giornata. Davanti ad “occhi che sanno parlare” e sguardi in grado di consolare non esistono differenze sostanziali: non importa chi, dove e quando ma solo riuscire a toccare le “corde del cuore”, trasmettendo voglia di sorridere nuovamente tra marachelle infantili e bagnetti indesiderati. Essere capaci di amare è una grande conquista ma il riuscire ad amare indistintamente può essere considerato il vero miracolo! Amare gli animali non significa, dunque, disinteressarsi degli uomini ma solo essere portatori di un sentimento univoco, complementare e profondamente nobile perché avulso da qualsiasi discriminazione! Molto meno nobile, invece, risulta la chiara volontà di strumentalizzare le parole usate da Papa Francesco, durante l’udienza giubilare di sabato 14 maggio, estrapolando dal discorso generale del pontefice una frase sull’attaccamento morboso nei confronti degli animali. L’invito del papa era quello di sperimentare non il pietismo ma la pietà quale condivisione di tristezza, operando in prima persona per trasformarla in gioia, scuotendosi dall’indifferenza che impedisce di riconoscere la sofferenza dei fratelli e liberandosi dalla vera schiavitù: il benessere materiale che sacrifica i sentimenti. Schiavo non è colui che adotta un cane, un gatto o un pappagallino rendendolo speciale membro di una “famiglia allargata” ma chi colma i vuoti della propria vita con futili diversivi che l’attimo successivo alla consegna di uno scontrino hanno già perso il loro presunto e immutabile fascino.06

 

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