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Buondì …meteoriti a colazione.

“Non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli”. Deve aver basato la sua idea su questa famosa massima di Oscar Wilde, Alessandro Orlandi, quando ha lanciato la tanto discussa ed irriverente pubblicità del Buondì Motta o forse non avrebbe neanche immaginato di sollevare addirittura un simile polverone di chiacchiere.
Lo spot, distribuito dalla Saatchi&Saatchi Italia, ha colpito nel segno riportando in auge un prodotto storico come il Buondì, che sembrava ormai soppiantato da brioches e crostate di nuova generazione. La pubblicità, dai toni decisamente ironici, ci mostra una bimba petulante e saccente che chiede alla mamma, anch’ella fin troppo perfettina “Mamma, mamma, vorrei una colazione leggera ma decisamente invitante, che possa coniugare la mia voglia di leggerezza e golosità”. La madre, che rispecchia l’immagine di una donna nullafacente che trascorre le sue giornate a sistemare distrattamente fiori, risponde con altrettanta saccenza “ma non esiste una colazione così, cara, possa un asteroide colpirmi se esiste”. Detto fatto, la signora viene immediatamente disintegrata da un asteroide giustiziere che vuole provare invece prepotentemente, l’esistenza di una merendina che possiede tali requisiti.
Le mamme del web, prive di qualunque senso dell’umorismo e probabilmente così piene di sé da ritenersi intoccabili, insorgono, dando ancora una volta prova di mediocrità di pensiero e di essere ben  lontane dall’apertura mentale delle nuove generazioni. Le signore sembrano ignorare il fatto che i loro fanciulli siano ormai abituati fin dalla più tenera età, a guardare senza censura una tv in cui mamme vere vengono uccise, rapite, immagini cruente con spesso protagonisti gli stessi bambini che non fanno una fine migliore. Scenari reali ed agghiaccianti anche per noi adulti, arricchiti di macabri dettagli e trasmessi senza limiti  in qualunque tele- giornale, a qualunque ora del giorno, notizie protagoniste di talk show anche in prima serata. I genitori del MOIGE, apprensivi ed ansiosi fino ai limiti del  patologico, hanno pensato invece di insorgere contro uno spot che tutto sembra fuorché una scena di vita quotidiana dal finale nefasto, che possa quindi turbare i pensieri di un pargolo iperprotetto. Diciamolo, nessuno avrebbe voglia di immedesimarsi nella bambina antipatica e viziata dello spot, che usa un lin- guaggio forbito e ricercato, a dir poco distante dalle richieste quotidiane e spontanee dei nostri figli. Così come l’eleganza della mammina, degna della duchessa Kate Middleton, è lontana anni luce dalla tipica immagine della casalinga indaffarata e sempre di fretta, che arranca dividendosi tra cucina e faccende quotidiane. L’ironia e, perché no, la simpatia di questo spot andrebbero colte al volo da chiunque, e per qualcuno è infatti più che sorprendente venire a conoscenza di quello che è stato  un vero linciaggio mediatico ai suoi danni. Danni che, ai tempi di internet si sono trasformati in un inevitabile successo a favore dell’azienda dolciaria. Questi sono i rischi, e  paradossalmente  i vantaggi, di quando si esce dal tanto abusato “politically correct” che ha un po’ stancato e non si fa più notare. è risaputo che venire fuori dai soliti canoni rassicuranti della famigliola-immagine, porta sempre una reazione ma è anche vero che, arrivare a definire violenta una scena sulla falsariga di Willy il coyote o Tom&Jerry, dimostra quanto ancora il nostro paese sia intellettualmente arretrato e bloccato su stereotipi e schemi mentali dai quali non riesce o non vuole uscire. A molti fa comodo crogiolarsi nella prevedibilità, per cui spaventa tutto ciò che è sopra le righe del pentagramma di un’ipocrisia tipicamente italiana, mentre a qualcun altro piace invece puntare il dito e magari trovare anche in uno spot, il capro espiatorio pur di fare squadra contro un pinco pallino qualunque e, magari, sfogare  le proprie frustrazioni di casalinga disperata e, in questo caso, dar prova di essere una mamma perfetta. Atteggiamento questo, che può appunto solo giovare ad un prodotto che cerca di farsi spazio tra miriadi di spot e concorrenza spietata. Lo spot vincente ha poi avuto un seguito difatti dopo la mammina, arriva il buon papà, in una scena altrettanto inverosimile ed esilarante da risultare grottesca: con il meteorite ben visibile in giardino il papà sorridente, come se fosse la cosa più naturale della terra, avalla la tesi della neo defunta consorte ed un secondo meteorite lo disintegra all’istante. La bimba balza indietro ma si rialza imperterrita e continua con la stessa richiesta anche quando arriva un postino tonto che addirittura sembra scambiare gli asteroidi per un barbecue! L’uomo guarda la “bambina sorridente” e senza lanciare alcuna sfida diretta, viene schiacciato da un gigantesco Buondì. Un finale, per ora, decisamente più “dolce” che dovrebbe far arrossire imbarazzata anche la più agguerrita delle mamme davanti al fatto di aver solo giovato all’immagine di un prodotto, danneggiando invece, quella della maggior parte delle mamme italiane, chiuse nelle loro prigioni mentali perché come disse Victor Hugo “è dall’ironia che comincia la libertà”.

 

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