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Campo Mina…to | Maturi o immaturi?

Quando l’età non è un requisito inoppugnabile!

In giorni come questi, caratterizzati dagli ultimi sforzi dei maturandi, alle prese con i propri trenta minuti “di gloria” o, in alternativa, “sanza ‘nfamia e sanza lodo”, viene da chiedersi se la crescita personale e la formazione morale di una persona, possano davvero ricollegarsi all’avanzare della sua età e dipendere anche dall’acquisizione di un titolo culturale o professionalizzante. Che gli esami, nella vita, non finiscano mai lo sappiamo tutti (forse solo Renzo Bossi potrebbe dissentire data la “mole” di quelli terminati prima di cominciare!) ma, con il procedere del tempo, siamo in grado di gestire le situazioni che ci coinvolgono direttamente, con responsabilità e coerenza? Spesso finiamo col rimpiangere quei tanto odiati, e spesso vituperati, libri dalle molteplici pagine, dietro i quali ci siamo barricati, rassicurati dal nostro status di “studenti”, fino a che, o con un diploma in tasca o con una laurea all’attivo, ci siamo trovati a scontrarci con il mondo reale e le sue molteplici e complesse problematiche. Non più battaglie campali combattute nei manuali di storia o ipotetiche teorie filosofiche, svariate analisi scientifiche, statistiche e calcoli di probabilità ma il contatto diretto con il contesto di riferimento… quella vita vera di cui siamo solo noi assoluti e indiscussi protagonisti. Cosa scegliere, come comportarsi e quando agire non lo trovi specificato nelle note a margine di un libro ma lo impari sul campo, a tue spese, interagendo con gli altri; ti capita di imbatterti in persone diverse, di gioire, soffrire e serbare indomabile rancore ma sono proprio le esperienze di vita a plasmare la materia di cui siamo fatti, donandole forma e contenuto. Continuamente messi alla prova da un destino, a volte “ballerino”, che ci impone delle scelte, che, spesso, comportano necessariamente delle rinunce, bisogna trovare il coraggio di decidere cosa sia meglio e giusto e non per forza indirizzare la nostra strada verso ciò che di futile e fallace sembrerebbe accontentarci. Troppo facile promettere senza impegno o cedere alle lusinghe di una proposta allettante, senza preoccuparsi di quel che sarà domani e delle conseguenze che ne deriveranno: appagamento momentaneo e altrettanto momentanee certezze… solo piccole e inconsistenti speranze che lasciano il tempo che trovano! Troppo comodo anche permanere e trastullarsi in uno sterile limbo, che non implica alcun onere, alcun rischio, nessuna preoccupazione o incombenza. Maturità fa rima con responsabilità, un requisito indispensabile per potersi ritenere abbastanza “uomo”! Una veneranda età, una carriera ricca di successi, titoli onorifici o lauree con lode non necessariamente contraddistinguono una personalità assennata se, poi, si è troppo codardi per esporsi, per mettersi in gioco, anche col rischio di fallire miseramente. Si studiano tecniche volte all’autotutela, per riuscire a “cadere sempre in piedi”, si cerca l’eventuale scappatoia che possa, in un qualsiasi modo, attutire il “botto”, si ci nasconde dietro un sms per non dover ammettere apertamente il proprio fallimento, rifiutando, a priori, il confronto diretto e partecipato! Infantilismo ed egoismo cronico, connessi ad una esagerata autostima, spesso, impediscono di guardare al di là del proprio naso e di adottare comportamenti in linea con il rispetto e con tutto ciò che possa essere definito consono e coerente! Inutile appellarsi, poi, alle possibili attenuanti, in nome di una sostanziale redenzione: a diciotto anni si può chiedere clemenza e ottenere, in cambio, comprensione… a trenta, invece, il “mea culpa” e l’ammenda non sempre sono indicatori attendibili di un reale pentimento e di un progressivo cambiamento di direttive! L’anagrafe, sicuramente, non può mentire ma è anche altrettanto vero che “chi nasce tondo, non può morire quadrato”!

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