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I racconti di Laura | La chimica dell’eros…

Il mio ufficio è situato al 16° piano, è tardi, l’ennesima notte di lavoro! Sotto brilla la città nonostante il temporale. Il piano è deserto, c’è solo l’addetto alle pulizie coi suoi rumori a tenermi compagnia. Accecante arriva un fulmine seguito dal roboante tuono, per un nanosecondo tutto si spegne per poi ritornare alla normalità, eccetto il wi-fi ma devo inviare i dati per la presentazione aziendale di domani. Esco e vado nell’area server, sempre operativa in un’azienda informatica che invia miliardi di dati al giorno! Eccolo lì il nuovo tecnico, si vocifera sia sbarcato dall’America direttamente da Cupertino, anni e anni di esperienza nel settore informatico per una notissima multinazionale. Lo saluto e mi avvicino, sui quaranta, carino, maglietta nera e fisico sportivo, un piccolo tatuaggio sull’avambraccio sinistro raffigura due pesci che s’incrociano. Riconosco il simbolo è uno degli “otto simboli del buon auspicio” presenti nella cultura tibetana, indica il superamento di tutti gli ostacoli e la vittoria su tutte le sofferenze, la felicità e l’abbondanza ad un livello spirituale. Mi affascina. Gli passo la chiavetta e sfiorargli le dita mi da un brivido lungo la schiena, perché mi attrae così tanto? Mi siedo accanto a lui e la gonna si ritrae un pò troppo oltre, mi guarda le gambe e il suo sguardo mi perlustra, un pensiero diabolico e malizioso pervade la mia mente: lo voglio! La chimica erotica si è attivata, la tensione sale, già vibriamo l’uno verso l’altra. Mi solleva, mi spinge verso un tavolo semivuoto e le sue mani si fanno strada, fuori è ormai un uragano ma i miei sensi sono tutti concentrati su quell’attimo di estremo piacere rubato alla notte, l’istinto ha vinto sulla ragione! Può succedere? Direi di si! Talvolta basta l’attenzione di un particolare, un odore, un momento a scatenare una chimica nel cervello tale da prevalere sulla razionalità ed il contesto di regole per poco tempo può sparire. Normalmente quando l’attenzione ci attrae verso qualcuno egli può improvvisamente diventare l’oggetto principale che cattura rapidamente la nostra mente, s’innesca una lotta interiore tra istinto e ragione e talvolta il primo prevale. In realtà questa “attrazione fatale” ha pur sempre delle regole di condiscendenza, desiderio, reciproca attrazione che creano questa improvvisa carica erotica. In poche parole nel “far l’amore con uno sconosciuto/a” c’è un insieme rapido di azioni che spingono ad una relazione immediata che “brucia” le regole consuete del corteggiamento e della conoscenza, saltando direttamente alla voglia di scoprirsi e darsi l’un l’altra. Un simile trasporto raramente avviene e ancor più raramente è fonte di un rapporto duraturo. In condizioni di normalità uomo e donna sono spinti a “far ciò che è giusto” piuttosto che semplicemente “fare ciò che mi piace“. Come dire che “in noi non è dato eros senza che sia data psiche e viceversa“. Vi consiglio di non smettere mai di mettere sul ring della vita l’eterna lotta tra l’istinto e la razionalità. Perché l’intensità di un momento vissuto può arricchire la vostra anima più delle ruvide pieghe della realtà. Alla prossima…..

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