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L’abilitazione, questa sconosciuta!

Il destino “usa e getta” dei docenti con esperienza pluriennale di servizio!

Pensieri ardimentosi, rabbia e amarezza sono i sentimenti trionfanti quando vengono lesi i diritti e deluse le aspettative! Disillusione e angoscia, accompagnate da incertezza, caratterizzano la vita precaria dei docenti di III fascia, condizionandone l’operato. Sono trascorsi cinque anni e, nonostante i cambi al vertice del governo italiano, il problema dell’abilitazione all’insegnamento permane concretamente! Nessuno dei ministri, scelti per occupare la poltrona di Viale Trastevere, è stato in grado, dopo tante attese, di trovare una soluzione equa e pienamente costituzionale!

L’attuale meccanismo, elaborato dall’ex Ministro Gelmini, decreta l’assoluta inutilità del servizio prestato nelle scuole, visto che, indipendentemente dall’esperienza maturata negli anni, direttamente sul campo, con l’avvio del cosiddetto Tirocinio Formativo Attivo, tutti si ritroveranno nello stesso calderone! Che una persona sia entrata, in una scuola, “mille volte”, lavorando a contatto con i ragazzi, o che non abbia la più pallida idea di come gestire una classe e usare un registro, non interessa a nessuno!

Al TFA, infatti, potrà concorrere chiunque abbia i giusti esami in tasca e non solo chi alla scuola ha dedicato impegno ed energie! Esistono docenti che hanno lavorato sia nelle scuole pubbliche, in seguito a fortuite supplenze, sia nelle numerose scuole paritarie e private, che sulla pelle dei precari hanno costruito la loro fortuna! Ricatti e condizioni di lavoro discriminanti sono parte integrante del fruttuoso “business”, nel quale queste scuole continueranno a investire, col beneplacito dello Stato: inutile denunciare il trattamento riservato ai docenti che operano in quei contesti, visto che tutti (da chi occupa le poltrone, a chi lavora alle dipendenze del Ministero fino ai sindacati) sono sempre pronti a far finta che nulla di questo accada! Nessun intervento dinanzi allo sfruttamento senza compenso, mediante contratti improponibili! I docenti cercano di accumulare punti per la prescelta graduatoria ma, ogni anno, restano amaramente delusi.

L’unica consolazione si ritrova in classe, dove, nonostante le numerose incomprensioni, si lascia sempre un “pezzo” di cuore: l’affetto ricevuto, spesso, compensa più di uno stipendio (negato!). Questo lo può capire solo chi vive intensamente il contesto didattico e non i neofiti che si cimentano a fare i presunti professori!. Oggigiorno la “Divina Indifferenza” sembra ribadire che non ci sarà né ricompensa né rispetto per il servizio prestato: tanti docenti hanno partecipato, in qualità di commissari, agli Esami di Stato, rilasciando titoli legalmente riconosciuti, pur non essendo abilitati! Dunque, in questi casi, come spiegare la situazione complessiva se non ricorrendo alla paradossale filosofia del “l’usa e getta”, messa in atto senza ritegno?

L’ex Ministro e i suoi fedelissimi saranno sicuramente ricordati per aver creato un immaginario tunnel ma, di certo, non resteranno agli annali per aver risolto i problemi della scuola!

Le vecchie SISS sono andate in pensione, sostituite dall’ennesima presa in giro, la cui vanesia presunzione di porsi come strumento indispensabile per la nuova formazione è insita nel nome: Tirocinio Formativo Attivo! Tirocinio? Ancora? Dopo anni di servizio a cosa servono altre ore di tirocinio? Le competenze sono state palesate sul campo, affiancando alla teoria, l’attività pratica, a contatto con contesto di riferimento, che l’università non fornisce! I docenti, a conti fatti, vengono equiparati ai neolaureati che, per un mero discorso di fortuita tempistica, parteciperanno alla medesima selezione!

Non si tiene conto neanche della disuguaglianza di trattamento, rispetto al passato: fino a luglio 2007, esisteva la possibilità di iscriversi alle SISS, col meccanismo del numero programmato ma bandite ogni anno, mentre chi aveva maturato due anni di servizio continuativo accedeva al Corso Speciale, per conseguire automaticamente l’abilitazione!

Adesso né carne né pesce ma tutto rivoluzionato in barba all’imparzialità e a favore di enti privati, considerando la corsa alla “conquista” di certificazioni di inglese e informatica (mai richieste prima d’ora per poter insegnare!), che si aggiunge alla già consueta frequenza forzata di master, dai prezzi onerosi per le magre finanze di un docente precario!

Per non parlare dei costi del nuovo sistema, di cui ancora non si conosce l’entità: l’unica cosa sicura è che le tasche dei docenti si svuoteranno ancora, per il resto “del doman non v’è certezza!”, visto che non si sa se e quando ciò avrà un inizio! Eh… tanto i docenti “invisibili” sono abituati ad essere “parcheggiati” nella spasmodica attesa di un non so che!

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