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Lo smaltimento dei politici italiani

Con l’avvento del governo tecnico preseduto da Mario Monti, al netto delle manovra e manovrine che alla fine hanno solo gravato sempre sulle stesse persone, ci si aspettava non solo, un serio confronto sulle prebende economiche dei politici ma che il professore, avrebbe messo mano anche a tutti quei consigli d’amministrazione infarciti di amministratori di seconda linea che non hanno trovato un posto al sole nei vari governi sia quello di sinistra sia in quello di destra, è per tanto sono stati parcheggiati per cosi dire in questi enormi carrozzoni del divertimento! Basta pensare alle govenance italiane quali Finmeccanica, Fintecna, Rai,Enel, Eni etc… per un totale di circa 30 a partecipazione diretta più un numero imprecisato di altri enti la cui partecipazione indiretta da parte del Ministero del Tesoro si perde in centinaia di migliaia di rivoli. Tranne la distrazione di massa che ci regalano quotidianamente i mass media per la privatizzazione della Rai, non si parla, invece, di questi scempi, di queste cattedrali elefantiache che assorbono risorse enormi, producendo solo ed unicamente piacere per chi è stato nominato a salire sulla giostra. Una Disney World tutta italiana, ove i cittadini avrebbero voluto un ridimensionamento visibile e non risibile. Di contro l’attenzione è sistematicamente spostata su temi populistici cui le eventuali soluzioni creerebbero più problemi che altro. Utopisticamente una delle problematiche che scatenerebbe il taglio grosso di questi farciti consigli di amministrazione sarebbero lo smaltimento dei politici, degli amministratori, dei funzionari pubblici di cui si sa poco e quel poco che si sa, si conosce anche male. Lo stoccaggio di questi governanti rappresenterebbe la vera causa d’instabilità al governo italiano, finanche quello del presidente Monti, proprio perché non esiste un termovalorizzatore ove poter avviare una vera politica energetica differenziando questo da quell’altro al fine di generare un’autentica ricchezza. Questo scatenerebbe l’ira di Bruxelles per l’ennesima emergenza rifiuti con relative multe a carico dell’Italia. Allora ci si guardi bene da rimuovere chicchessia, o dall’avviare quel “Porta a Porta” ove transitano solo frazioni di politici che altrimenti non saprebbero dove andare se non nell’area di deposito, in quei anfratti grigi e senza memoria per essere gettati via alla prima occasione. È giunto il momento che per il bene del paese, noi cittadini impariamo a fare la differenziata e a farla bene, sapendo separare con giudizio le fazioni e le frazioni: l’Europa ci guarda.

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