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Napoli Paul Klee …nel cuore delle cose non ancora nate.

Quando Paul Klee arriva a Napoli nel 1902, ha 23 anni ed è un bel giovane pieno speranze, sta viaggiando in Italia e lo farà per otto mesi al seguito di due libri che hanno cantato al mondo la bellezza del nostro paese: Viaggio in Italia di Goethe (pubblicato nel 1816-1817) ed Il Cicerone di Burkhardt (1855).
Paul Klee nei suoi diari annota ogni cosa che vede e ascolta: il suo è un viaggio a metà tra l’arte e il bel canto.
Figlio di musicisti e violinista dall’età di sette anni, non fa che percepire il mondo da queste due prospettive incrociate.
All’arrivo a Napoli nel marzo del 1902, dedica alla città parole piene di euforia: “Difronte a un tale spettacolo si pensa alla tentazione di Cristo. Ci si esalta dalla gioia, si è librati tra sfere splendenti, divenute il centro del mondo (…) Potrei vivere meglio a Napoli che a Roma, la vita è più stimolante afferra di più lo spirito. Ritornare, essere per qualche tempo un napoletano! Pensiero attraente!”
Tutto lo seduce della città, e rimane folgorato dalla pittura pompeiana al Museo Archeologico Nazionale: “Nel Museo Nazionale mi ha attratto, soprattutto, la collezione dei dipinti di Pompei. Entrando ero molto turbato. Pitture antiche, in parte meravigliosamente con- servate. Quest’arte mi è così vicina! Ho capito la tecnica della silhouette. Il colore decorativo. Sento che queste cose mi riguardano da vicino. Tutto questo è stato dipinto per me, dissepolto per me. Mi sento più forte…”
Il bisogno di Klee della rarefazione delle forme è già presente in ciò che lo colpisce: la tecnica della silhouette infatti non è che parte di quell’ esigenza di semplificazione delle forme che lo accompagnerà nel percorso artistico di una vita.
Ospite della pensione tedesca Haase, nell’ex villino De Rosa al costo di due lire al giorno, risiede quindi sulle scale del Petraio e può guardare dall’alto tutta la città e la luce azzurra di cui parecchi artisti non potranno fare a meno: “Giace ai miei piedi, come un gigantesco anfiteatro, la città meravigliosa col suo intenso brusio”.
Lassù sul Petraio lo colpiscono il verde, le forme e soprattutto i fiori che circondano quella parte della collina che allora doveva essere un vero paradiso al confronto della vita dura dei quartieri; e Napoli gli appare infatti come a tanti altri viaggiatori: “il più grande splendore accanto alla più grande miseria”.
Nei giorni di quel marzo, l’artista si immerge completamente nella vita della capitale del Sud: la domenica di Pasqua è seduto in platea al teatro San Carlo ad ascoltare il Mefistofele di Arrigo Boito, di cui annota sul diario una linea di pentagramma con le note e il commento sui cantanti.
Il San Carlo lo affascina con le sue grandiose forme e nei giorni successivi le sue visite proseguono al porto, al Corso Vittorio Emanuele, a Posillipo, includendo inoltre Pompei, Sorrento, Amalfi e Positano, per salire infine da Gragnano a guardare il panorama del golfo dall’alto. Ma soprattutto l’acquario Dhorn ha un posto speciale nelle sue impressioni. Il secondo acquario d’Europa inaugurato nel 1872, col suo mondo marino sospeso lo avvince e lo lascia incantato con gli affreschi nella biblioteca del tedesco Johann Reinhard von Maréès: ci sono pesci, molluschi, la sabbia e la dura vita dei pescatori che Klee ha modo di osservare da vicino sulle banchine del porto.
Nelle annotazioni del giovane, Napoli è un posto dove chiunque può tentare di scendere “nel cuore delle cose non ancora nate”: chissà che le suggestioni della sua bella pittura non affondino anche nelle nostre atmosfere. Il nostro caos, il movimento, la vita compulsiva di una metropoli ricca di contrasti, certo ha contribuito a lasciare dentro di lui luminose ispirazioni.
Al tempi del viaggio a Napoli, il Paul Klee padre dell’astrattismo deve infatti ancora emergere, ma più tardi nella maturità, la pullulante e affollata vita colorata dei suoi pesci nei fondali magici, rimanda forse alle memorie di una città marina brulicante che tanto lo aveva affascinato e che forse trova finalmente ordine nei suoi dipinti degli anni Venti.

 

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