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Nati digitali.

Nati digitali

Chi di voi non è genitore di un figlio che naviga in internet, usa ipod, ipad, programmi di grafica Apple, e mentre guardiamo come i nostri pargoli usano questa abbondante tecnologia noi sappiamo appena alzare un interruttore? È stupefacente come, con le attuali console PSP, Nintendo, XBOX ed altre diavolerie i nostri figli ci umiliano quotidianamente mentre noi annaspiamo col computer bloccato o che non riusciamo ad aprire un documento. Ebbene si, sono i figli dell’era digitale creature che hanno contribuito a spingere Barak Obama alla Casa Bianca, attraverso l’uso condiviso dei maggior network mondiali. Sembra già profilarsi all’orizzonte uno scontro generazionale, tra i figli del nuovo consumismo elettronico e genitori legati a valori seppur condivisi lontani dal nuovo modo d’intendersi. Eppure questo non è uno scontro tra individui di diverse generazioni, bensì un confronto tra come deve funzionare la società del terzo millennio. La diversità di approccio tra la generazione precedente, è sotto gli occhi di tutti. I nostri figli studiano, ascoltano musica, vedono un film in piena condivisione ed in tempo reale con gli altri stando a chilometri di distanza. Questi bambini, definiti come net generation, o meglio come net congeneri perché nati per primi nell’era digitale di massa, la quale ha dato loro le competenze e i riflessi di collaborazione online. Hanno per fino scosso il gioco della politica, santuario dei grandi, facendolo apparire vecchio di migliaia di anni, e ora possono fare lo stesso nel mondo del lavoro. La loro cultura nell’entrare nel mondo del lavoro è con atteggiamenti decisamente diversi. Di fatti si desidera scegliere dove e quando lavorare, rispetto alla generazione precedente, che in alcuni casi è ancora alla ricerca del lavoro! Si rifletta che fino a pochi anni or sono e per 50 anni di polemica si parlava dell’impatto della televisione avesse avuto sui bambini, un nuovo mondo di media online era alle porte che spingeva, emergendo in tutta la sua prorompente vitalità; l’universo del World Wilde Web. Una galassia ove ha l’accesso è di circa un milione di bambini nei soli Stati Uniti, che nei prossimi anni è destinato a crescere. Come gli adulti, i bambini saranno sempre più collegati a un vasto universo digitale che trascende la famiglia, la comunità locale, la nazione. L’istruzione si espanderà con nuovi modelli, al di là della classe e delle altre impostazioni tradizionali, a favore del più interattivo “edutainment” ossia una forma d’ intrattenimento finalizzata sia ad educare sia a divertire, sarà. Le nuove tecnologie personali e portatili permetteranno loro di abitare da soli mondi separati elettronici. Siamo nel bel mezzo di una nuova fase formativa planetaria. Le politiche di governo saranno discusse e messe in atto, da marketing e strategie di comunicazione e di programmazione coniugate dal nuovo modo d‘interpretare la società. Questa enorme autostrada del sapere rappresenterà la grande forza dell’equalizzazione che interpreterà la nuova grammatica del conoscere, associando un’opportunità per tutti e senza precedenti. Il centro di gravità è senza dubbio il miglioramento dell’istruzione e i benefici a esso legato, per tutti i bambini. Tuttavia la storia ci offre lezioni di avvertimento. In questo secolo gli appassionati hanno salutato ogni nuovo mezzo di comunicazione, dalla radio in FM alla televisione via cavo ai satelliti, con affermazioni del tipo catastrofistiche di contro c’era chi insisteva per espandere le opportunità di conoscenza, e rafforzare il processo democratico. In ogni caso, potenti forze commerciali hanno utilizzato i valori civili per ottenere il supporto per il nuovo mezzo e poi silenziato se non in alcuni casi manipolato dalla politica al fine demagogico di servire il bene pubblico. L’accesso non è l’unica sfida, la qualità della nuova cultura dei media per i bambini solleva anche preoccupazione; è qui che inizia il nostro compito vigilare, incanalare, ove sono possibili le inclinazioni, ed essere mortificati al gioco della PSP dai propri bambini: se non altro sono figli della loro epoca. Figli digitali.

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