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IO NON CI STO! Questo l’appello contro il femminicidio di Lodovica Mairé Rogati

http://youtu.be/3MGsexIrckg
Il video ci viene postato sui nostri profili di Redazione e Sei Periodico il 19 febbraio, Lodovica Mairè Rogati affida al suo volto per una denuncia pesante un appello che non potevamo non sostenere, perciò diciamo anche noi: IO NON CI STO!

“Questi sono i volti di centinaia di donne come me, che sono state picchiate, violentate, torturate, uccise da uomini che le hanno brutalmente ammazzate. Quasi sempre tutte queste vittime avevano chiesto aiuto alle autorità ma non erano mai state ascoltate, il risultato?
Una strage di mogli, fidanzate, madri, figlie che ogni giorno in questo Paese vengono uccise, nell’indifferenza più totale da parte di tutti, dello Stato, della Magistratura, delle Forze dell’Ordine, di chi sa ma non parla! Di chi approfitta del silenzio di queste donne per insabbiare questa vergognosa piaga sociale. Bene: IO NON CI STO! Quante donne dovranno ancora essere uccise? Quante madri, quante figlie, quanti bambini ancora dovranno restare orfani prima che, chi di dovere, interrompa questa strage?
Basta con la presunta pazzia di questi uomini! Basta con il cosiddetto raptus! Basta con l’indulto e con la fantomatica “buona condotta” in carcere! Basta con tutte queste assurdità di cui questo Paese dovrebbe solo vergognarsi! Gli autori di questi brutali omicidi NON sono pazzi, non perdono il controllo per un attimo, non cambiano con un paio d’anni di galera e non meritano una seconda occasione! Perché le donne che hanno ucciso non l’avranno mai più una seconda opportunità di vivere! Purtroppo la maggior parte delle volte, quando si denuncia una violenza non si viene credute ma non per questo dobbiamo mollare. Noi donne siamo più forti e dobbiamo avere il coraggio di urlare la verità anche quando tutti faranno finta di non sentirla!
E noi urleremo molto forte: IO NON CI STO!”

Lodovica, “Io non ci sto” a chi lanciamo questo messaggio?
A tutte le donne e agli uomini che non accettano queste violenze. Grazie a Dio non tutti gli uomini sono così, anzi di uomini capaci di amare ne è pieno il mondo e sono gli unici che meritano il nostro cuore!

Perché lanciare un appello contro la violenza sulle donne?
Perché purtroppo è una vergognosa realtà del nostro Paese, se ne parla tanto ultimamente ma contro la quale chi di dovere non fa nulla per fermare brutali criminali in tempo!

Sono ancora tante le donne che hanno paura di denunciare i loro carnefici, come mai?
Perché vedono quello che accade intorno a loro. E cioè che le altre donne maltrattate che denunciano queste violenze non vengono protette da nessuno e, ancora peggio, 9 volte su 10 non vengono nemmeno credute e rimandate a casa! Hanno paura perché sanno che nessuno si occuperà di loro quando il carnefice si trasformerà in un mostro indomabile e quindi in un assassino!

Allo stato attuale le associazioni esistenti sul territorio sono un valido aiuto?
Si, sono un ottimo punto di riferimento per tutte quelle donne sole e maltrattate! Io ricevo centinaia di messaggi al giorno e le storie che mi raccontano queste donne sono agghiaccianti ma dimostrano al tempo stesso quanto esse siano forti e coraggiose. Parlano madri, mogli che continuano a trovare la forza di crescere i propri figli e di mandare avanti la casa e la famiglia all’interno di una realtà orribile, fatta di soprusi e violenza da parte del marito o compagno!

Cosa si potrebbe fare di più?
Non cosa si potrebbe, ma cosa SI DEVE IMMEDIATAMENTE FARE! E la risposta è semplice: rinchiudere questi schifosi assassini e strupratori in galera e non farli uscire mai più!
Le donne che hanno brutalmente ucciso non torneranno in vita e quindi non esiste perdono nè tanto meno la rieducazione di questi soggetti. Si rieducano e si aiutano i tossicodipendenti e i ladri di autoradio, NON gli stupratori e gli assassini!

Mentre la bella conduttrice lancia il suo appello antiviolenza, giunge la notizia che non ci sarà nessuna condanna penale per Luca Delfino, l’assassino di Luciana Biggi, sgozzata nel 2006, dopo mesi di persecuzione, in un vicolo di Genova.

Diciamo NO, per tutte le donne vittime di violenza, perché denunciare la violenza è un atto di umanità!

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