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Pic indolor?

Con il decreto legge che reintroduce l’obbligatorietà delle vaccinazioni per accedere al contesto scolastico, in Italia sembra essere tornata di moda l’infallibile filosofia dell’ “Adulti e vaccinati”, quella sorta di vademecum teso a ribadire come, nel passaggio dallo status di poppante a quello di essere consapevolmente pensante, sia indispensabile qualche accurata iniezione per acquisire una certa “immunità”!

Nell’ambito del Piano Nazionale della prevenzione vaccinale, la profilassi obbligatoria, attualmente, prevede la somministrazione di una decina di vaccini per i minori di età compresa tra 0 e 16 anni: numeri record se si considera che in Italia non si registra alcun drammatico focolaio di emergenza epidemiologica! Per il governo la parola d’ordine è “immunizzazione di massa”, ampiamente corredata da ingigantiti allarmismi, grosse sanzioni e da un fitto calendario vaccinale: spazio, dunque, ad un provvedimento drastico e coercitivo, esibito come misura di attuazione necessaria ed oltremodo urgente per la conquista dell’immunità di gregge! La superficialità nel proporre e la fretta nell’agire, come sempre, soffocano il dialogo e alimentano realistiche e comprensibili polemiche: a questo punto vien da chiedersi, infatti, perché “melius est abundare quam deficere” proprio in un paese che, paradossalmente, detiene uno dei più bassi tassi di mortalità infantile su scala mondiale! Mentre da un lato i no-vax protestano perché definire i vaccini del tutto innocui sarebbe un’eresia e, per contro, le aziende farmaceutiche sentitamente ringraziano per il business milionario pronto a concretizzarsi, la salute viene meramente ricondotta ad un parametro di riferimento categoricamente deciso a tavolino, senza alcuna possibilità di appello! Si profila all’orizzonte un ulteriore inasprimento della situazione perché non si è disposti ad attuare alcuna sostanziale mediazione nell’interesse dei più giovani. Il governo procede come da consolidata prassi, senza preventive richieste di confronto con le famiglie o prudenti anamnesi, fino a sconfinare sulla strada della violazione della libertà di scelta terapeutica. Nell’Europa della libero arbitrio, Lorenzin&company non solo si arrogano il diritto di decidere da soli cosa sia più giusto ma, a muso duro, minacciano di punire dissidenti ed eventuali inadempienze, intervenendo direttamente nelle faccende private dello stesso nucleo familiare, fino a minarne la stabilità. Il Decreto in questione, infatti, non solo impone forti sanzioni ai genitori che non rispettano le regole stabilite ma nega l’ammissione ai nidi e alle scuole materne dei bambini non in regola con le vaccinazioni, indipendentemente da provenienza e status sociale e culturale, aprendo la strada ad una vera e propria cultura della discriminazione. A dispetto della ben nota reclame anni ’80, questa volta sarà inutile sperare in quella agognata Pic indolor in grado di far sorridere qualsiasi bambino!

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