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Un mutuo per l’istruzione.

Settembre è l’inizio della scuola, ma è ad ottobre che si entra nel vivo del dramma dell’istruzione. L’elenco dei libri, assomiglia sempre più ad una vera e propria manovra finanziaria domestica. Si scatena una sorta di corsa all’usato o nei casi più eclatanti al prestito bancario. Lo sanno bene studenti e genitori, che, per avere la possibilità di iscriversi o iscrivere i propri figli all’università, a master e scuola di specializzazione, sono costretti a richiedere un finanziamento a causa della crisi economica e della volontà di essere più competitivi nella ricerca di un’occupazione. A fronte di una retta vergognosamente alta, c’è un servizio eccellentemente pessimo! Ma andiamo per gradi. Fatto salvo le scuole elementari ove la caccia alla famigerata cedola libraria che puntualmente arriva in ritardo, c’è da affrontare il caro libri per le scuole medie. Le case editrici attraverso i loro rappresentanti i quali vengono a far visita in sala professori durante l’anno, propongono soluzioni, offerte, e quanto altro, poi nella pratica certamente disattese. I libri per essere consultati dagli insegnanti, sono consegnati ad inizio scolastico in corso, spesso non sono quelli concordati ma edizioni precedenti o rinnovate di un non nulla, tranne che per il prezzo, collane interminabili di volumi il cui aggiornamento talvolta è fatuo. Tuttavia quanto costa questo alle famiglie italiane? Mediamente si è calcolato 400 euro per bimbo a fronte del 280 euro previsti dal Ministero della Pubblica Istruzione. Nel solo anno 2007 (per prendere un riferimento certo) la spesa per le famiglie italiane è stata di 6 milioni di euro, scatenando così la corsa all’usato. Ma anche qui le case editrici, convincendo una buona parte degli insegnanti, hanno evitato l’ostacolo proponendo aggiornamenti dei testi nella sostanza esigui, rendendo superati quelli dell’anno appena trascorso. Quello che determina la spesa totale, poi, è il mix dei diversi testi che il singolo consiglio di classe dovrebbe tenere sotto controllo. Ma in caso di superamento del tetto, quale prof deve cambiare testo? Nelle prime classi, le più costose in termini di dotazione libraria, l´80 per cento di esse supera il tetto fissato dal ministero. Quasi 4 classi su 10 (il 38 per cento, per l´esattezza) questo limite lo oltrepassano di oltre il 10 per cento. Un’altra opportunità di risparmiare è quella riservata agli studenti il cui istituto ha attivato il noleggio dei libri, come previsto dalla norma introdotta nella finanziaria 2007. Un’iniziativa quest’ultima, che è partita solo in un centinaio di scuole in tutta la Penisola. A beneficio della memoria, infine, le amministrazioni comunali di Napoli, Roma e Milano prevedono dei contributi per aiutare le famiglie ad acquistare i libri di testo. A Napoli e Roma sono assegnati solo ai nuclei familiari a basso reddito, mentre Milano fornisce un buono di 200 euro a tutti gli studenti di prima media. Per non parlare del business delle griffe (zaini, porta pastelli penne), ma qui non vendiamo più articoli scolastici ma prodotti da passerella. A scuola di solito si va per studiare non per sfilare; ma in fondo questa è un’altra storia.

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