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Vivere in nome del libero arbitrio: Vietato morire!

Difficile dare una definizione di cosa sia realmente la vita e di quale intrinseco valore essa possa fieramente contrapporre a tutto il resto. La si paragona ad un percorso ad ostacoli, ad una sfida dalle mille incognite, considerandola sempre come una scommessa milionaria che il croupier di turno potrebbe improvvisamente invalidare o accaparrarsi, fagocitando le grandi speranze e aspettative riposte.

Rassomiglia ad una sorta di quiz di Arboriana memoria, ad una boule giocata e rigiocata, lanciata per caso in una direzione e poi approdata altrove, un po’ per caso, un po’ per scelta! Inafferrabile e indecifrabile nel suo iter, tra giorni da leoni, storture e improvvise battute d’arresto, sembra procedere ricalcando il lento incedere e le movenze di una bella e dannata Sirena, che prima ammalia con il soave richiamo e poi condanna all’oblio. In definitiva, nulla esiste di così estremamente affascinante e misterioso perché nessun’altra cosa è talmente epica nella sua eroica consapevolezza di essere come un’onda, prima tanto imponente e poi irrimediabilmente franta. L’uomo, come un naufrago in balia del destino, si dibatte continuamente perché l’obiettivo non è solo quello di raggiungere la meta stabilita, secondo quanto preventivato, ma anche quello di sfuggire al pericolo che sempre incombe… quel rischio di vivere male che rende insensata anche la progettazione del più banale proposito! In nome del principio supremo di vivere a tutti i costi, è lecito rassegnarsi alla miseria di una “non vita”? Staccare la spina è un reato ma pensare che il continuare ad accanirsi possa rendere giustizia a qualcuno lo è altrettanto perché VIVERE NON SIGNIFICA SOPRAVVIVERE! Quanto ancora dovrà essere mortificata una coscienza vedendosi negato dal proprio paese il proprio diritto naturale alla felicità? Quanti italiani saranno ancora costretti a dire addio alla patria e a salutare da lontano i suoi tetti, come esuli rigettati dalla natia terra che ha volutamente scelto di non lasciare alcuna possibilità di scelta? Invece di preoccuparsi di spasmodiche raccolte di futuri consensi e di fluttuanti conteggi di preferenze, è necessario che la politica indirizzi e focalizzi la propria attenzione su più concrete problematiche, senza ulteriori rimandi! Occorre colmare un grande vuoto legislativo, pianificando un provvedimento che garantisca a priori, senza alcun burocratico arresto, IL RISPETTO DELLA VOLONTÀ PERSONALE, in caso di impedimento futuro! Il libero arbitrio, la libertà di scegliere chi essere e come essere nella vita, concesso ad ognuno senza alcuna distinzione, non può e non deve essere frenato da alcun cavillo legislativo o irretito costantemente da retaggi religiosi e rimorsi morali. Se davvero l’anima sopravvive… l’etica del come, quando e perché deve chinare il suo altezzoso vessillo di autorevolezza e smettere di imporre indiscutibili veti! Vivere è ridere correndo sulla sabbia che scotta, imbracciare una chitarra al chiaro di luna dinanzi al fuoco che scoppietta, riempirsi gli occhi delle scie degli aerei pensando che quel cielo ci osserva e innamorarsi ogni giorno dello stesso sorriso. Star bene ed essere consapevoli della propria libertà di azione significa vivere; aspettare ogni minuto sperando che sia finalmente l’ultimo confina con il non essere più veramente vivi: per capire tutto ciò non servono grandi giuristi, predicatori o obiettori, costantemente impegnati ad elaborare nuovi vincoli… lo sa bene chi libertà va cercando e “per lei la vita rifiuta”.

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