Lei è Irene Maiorino, uno dei volti nuovi nella serie Gomorra 2, l’unico personaggio positivo della fiction che apre uno spaccato sull’amore e sul valore positivo della famiglia. Occhi grandi e sorriso spontaneo, questa attrice di Cava de’ Tirreni ha conquistato il cuore dei fans per essersi calata con intensità in un ruolo difficile, “è stata una bella esperienza ma non credo mi rivedrete nella terza serie”.

Ciao Irene benvenuta su Sei, ma tu chi …SEI?
Io sono io – mentre passeggiamo per Roma, è una splendida mattinata estiva e lei si sposta continuamente dal viso i capelli ribelli mossi dal vento leggero. Irene ha appena posato per noi e ha molta voglia di parlare – “Sai io sono di Cava de Tirreni, a Castellammare ho dei bellissimi ricordi da piccola i miei mi portavano qui per Natale”. Fisico androgino e tratti somatici eleganti e raffinati – “mia nonna materna è francese e mio nonno paterno era di Torre Annunziata. Il loro fu un grande amore e chissà sarà per queste mie origini che sono molto attratta dal cinema francese?”.

Quando comincia la tua formazione artistica?
A 18 anni mi trasferii a Roma per studiare, ho frequentato il DAMS fino a laurearmi in “Estetica del cinema”, peccato che gli studi universitari hanno compromesso l’ammissione al Centro Sperimentale per superati limiti d’età. Per questo decisi di frequentare i corsi di recitazione con Beatrice Bracco e tuttora sono un’attrice ancora in formazione.

Come sei arrivata a Gomorra?
Inizialmente feci i provini per il ruolo di Patrizia ma poi mi proposero la parte di Teresa che, pur non essendo un “personaggio” protagonista, racconta una storia intensa di una donna semplice e nel contempo drammatica; Teresa è la sola, tra tutte le donne di Gomorra, meno colorata dalle tinte del male lei cerca di proteggere la famiglia dal contesto camorristico, convincendo il marito a rinunciare alla camorra. L’amore vince una battaglia importante in questa 2a serie ma perde comunque la guerra contro il male criminale che alla fine prevale uccidendole il marito. Ho studiato per giorni questo personaggio per capire cosa significa essere una mamma con una vita difficile che vive con un camorrista, un uomo per il quale, al di là di tutto, prova un amore incondizionato.

Quale le differenze tra la prima è la seconda serie?
Mentre la prima era più una storia che convergeva in un flusso unico in cui i protagonisti camminavano tutti insieme, la seconda serie ha voluto accendere un riflettore sugli aspetti più intimi dei personaggi, entrando nel loro privato arrivando anche a raccontarne i sentimenti.

Una fiction criticata per “rischio emulazione” che ne pensi?
Vedi a mio avviso è una questione tutta italiana, si urla al rischio di emulazione ma Gomorra non fa altro che raccontare una realtà che esiste veramente, il fatto che non sia un prodotto edulcorato scandalizza ma ma è esattamente quello che succedeva in vecchi capolavori come Scarface o nel più recente Breaking Bad. Trovo poi, sia più necessario raccontare anche il male, una realtà esistente e con la quale bisogna fare i conti, piuttosto che solo le solite storie a lieto fine. Occorre far conoscere il male per prenderne le distanze, perché esso non fa sconti a nessuno. E se questo non accade, soprattutto per i giovanissimi, deve farci notare che forse la mancanza per loro è a monte: famiglia scuola e tessuto sociale devono formare le menti dei ragazzi, non la tv. Gomorra non educa, racconta fatti.

Una fiction ambientata in un Sud che non emerge lavorativamente rispetto al Nord perché questo divario?
C’è un problema antico di infrastrutture ed investimenti da parte dello Stato che ha puntato sempre di più al nord perché geograficamente aveva spazio per le industrie mentre il sud è rimasto più rurale ma anche ricco di produzioni artigianali da far invidia nel mondo e di un bagaglio di cultura e tradizioni e cibo che di regalano quella marcia in più, quell’ingegno che nasce proprio dalle difficoltà del momento.

Un attore esce fuori meglio nei ruoli da buona o da cattiva?
Io amo i personaggi negativi. Sono più pericolosi, anche da interpretare. Il male con le sue mille sfaccettature da la possibilità all’attore di sviluppare un lavoro a più livelli. Ma di contro, il bene, ha la sua difficoltà nel raccontarsi perché rischia la retorica, dunque bisogna essere bravi a non banalizzarlo.

Cinema o tv quale tra questi offre più opportunità?
La tv, forse, offre più opportunità ma perché produce più prodotti. Però il cinema in Italia si sta riprendendo e ne sono felicissima. Preferisco il cinema. Sono due mezzi totalmente differenti, e anche le rispettive finalità. Il cinema può concedersi storie e tempi di lavorazione più estesi e questo permette, nella maggior parte delle volte, di approfondire il lavoro da svolgere. E amo anche l’idea che il pubblico del cinema, si dedichi (e ci dedichi) il suo tempo recandosi in sala. Un’azione che nella frenesia di oggi, nell’era dei social e quant’altro, prende ancora più valore.

In tema di sentimenti quale ordine dai ad amore, sesso, eros, passione?
Non sono in grado di fare una classifica. Tutto è in tutto. Crescendo ho capito che non ci sono regole e niente vive mai separato dal resto. Passione mi piace molto come parola, e la intendo come titolo alla vita. Passione per la vita stessa, per il proprio lavoro etc..

Chi è Irene nel privato?
Nel privato amo godermi la giornata, spengo il cellulare e apro un bel libro, mi prendo cura della mia casa, cambio spesso disposizione ai mobili e compro piante e oggetti per arredarla.

Nella vita prima di tutto…?
La famiglia perché è l’identità intrinseca che ti sostiene in qualsiasi prova che affronti, il nucleo essenziale che ti accompagna nella crescita e poi bisogna avere dei sogni perché sono benzina sul fuoco delle proprie passioni, essi c’insegnano che il viaggio è tutta la vita, se non sogni non vivi.

Prima di concludere fai un saluto ai lettori stabiesi?
Un saluto a tutti voi. Qualche anno fa sono tornata a Castellammare ospite del Gran Gala Della Fiction presso il castello medioevale. Un posto incantevole. Chissà che non ritorni presto in terra campana per altri progetti.

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