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L’arte dei suoni.

M° Carmine Cascone, Direttore dell’Orchestra “Gian Battista Pergolesi”, ci dica a quale grande Maestro si sente più ispirato?

Di insegnanti nella vita di un musicista e di un alunno se ne hanno tanti, di maestri di vita certamente pochi. Io sono stato fortunato perché ne ho avuti diversi nei differenti momenti di crescita. Tuttavia per non far dispiacere ad alcuno preferisco non citarli.

Ci racconti il momento più bello vissuto sino ad oggi nella sua carriera di Direttore.

Il momento più bello è stato sicuramente, ad una prova generale “disastrosa” di uno spettacolo teatrale, ove avevo composto le musiche (tra l’altro sacre), la sceneggiatura era di Antonello De Simone e la regia di Emanuele Schettino, denominato: La rappresentazione scenica del concerto di Natale. Ebbene durante l’ultima prova appunto, alcuni degli attori svennero in scena, tra lo stupore generale; compreso il mio, che ero proprio di fronte a loro sul palco. Poi l’intima certezza che quello spettacolo sarebbe stato un successo; è così accadde.

Che cos’è la musica?

La musica è una filosofia di vita anche se negli istituti musicali insegnano che è “l’arte dei suoni”. Il Direttore è un musicista che suona con la sua orchestra, che a sua volta suona uno strumento, trasferendovi la propria sensibilità: ebbene il direttore è un negoziatore, tra la sua sensibilità, preparazione, intuito e quella degli strumentisti coinvolti. Ritengo che per essere un bravo direttore o musicista, bisogna trovarsi nella condizione di anticipo sull’ascoltatore e sull’orchestra: a volte si riesce a volte un pò meno.

Quando smette i panni del direttore d’orchestra quale genere musicale ama ascoltare?

Per quanto concerne l’ascolto privato o la fruizione della musica in genere, mi avvalgo della facoltà di non rispondere! Ma visto che lo devo fare per forza, posso dire che quando non devo studiare per capire un pezzo, come è stato interpretato e perché, ascolto con grande voracità i tanghi di Astor Piazzolla. Mi riportano alla mia infanzia di ascoltatore televisivo e radiofonico, con la mitica orchestra di Gorny Kramer, da cui ho imitato molto anche lo studio del contrabasso, e fisarmonica; oltre naturalmente a quelli canonici di pianoforte e quant’altro. Musica lirica, sinfonica o le grandi colonne sonore, cosa le piace dirigere di più? Mi piacerebbe dirigere tante cose una su tutte “I concerti Branderburghesi di J. S. Bach”, o qualcosa di contemporaneo poco conosciuto: vorrei misurarmi soprattutto con quest’ultima esperienza.

Cosa si prova quell’istante prima di salire sul palco?

Penso che le sensazioni sono le più disparate e soggettive. Spero sempre di ricordarmi tutto quello che abbiamo deciso di fare, e confido che gli strumentisti non si distraggono durante l’esecuzione dei brani. Un altro mio timore è di perdere il senso del ritmo e della concentrazione non coordinando al meglio l’orchestra. Di questo sarei direttamente responsabile. Quando un’orchestra suona bene è un piacere, quando suona male è uno strazio.

Direttore dell’Orchestra G. Battista Pergolesi, Direttore Responsabile di Sei Periodico, lei dirige, ma Carmine Cascone marito e padre è direttore o è abilmente diretto?

C’era un detto che legava la grandezza di uomo alla proporzionalità della dimensione intellettuale della donna che gli era vicino. Io ne sono l’eccezione, ossia pur avendo una grande donna accanto, sono rimasto sempre nell’alveo della dimensione; essere marito prima, padre poi comporta un impegno notevole, considerato poi la velocità delle condivisioni e dei ruoli nell’ambito familiare, è come un’orchestra ove ogni membro esegue una propria composizione. Capirne l’humus avallandone o negandone, a seconda delle circostanze, l’esecuzione non è facile. Per tanto penso che ce ne vorrebbero più di una donna vicino, al fine di una reale crescita, ma tolta la madre, la moglie e la nonna che purtroppo col tempo muore, la legge degli uomini e quella morale …non ne consentono altre!

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