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Lello Radice: La cultura fa la differenza

Mi ritrovo con il direttore artistico dell’appena, ormai conclusa, “Stagione di prosa”. Il bilancio è positivo per Lello Radice che l’ha gestita con la passione filantropica di chi la cultura la vive sopra e dietro il palcoscenico.

La stagione della prosa giunge al capolinea, sei soddisfatto?
Sicuramente si, contro ogni pessimistica previsione e in un anno difficile per la città, siamo riusciti sempre a riempire il teatro e talvolta addirittura a fare il sold out.

Il momento più intenso di questa stagione teatrale?
La serata che in assoluto ha emozionato di più, è stata quella con Tony Servillo. Ricordo che entrando in sala ho percepito un’energia positiva che mi ha fatto rabbrividire. È in quei momenti che ti senti orgoglioso per quello che sei riuscito a portare nella città che ami, un’emozione indimenticabile!

Un cartellone di tutto rispetto composto da grandi artisti, un bellissimo pubblico, è sempre andato tutto liscio?
Si, per fortuna. Io amo i dettagli, controllo che i camerini siano puliti e confortevoli, che i bagni siano in ordine, esigo le guide all’interno del teatro e voglio tante luci proprio per fare la differenza tra cinema e teatro. E’ una gran bella giornata di lavoro da quando si monta il palco e devi esserci per assicurarti che tutto funzioni, fino a quando l’ultimo spettatore esce dal teatro e fai il bilancio assieme a chi amministra la compagnia.

Ci anticipi la data o qualche novità sulla prossima stagione teatrale?
Innanzitutto, sto già lavorando al prossimo cartellone, valutando le tante proposte che mi sono arrivate e …prometto grandi nomi e qualche sorpresa, il pubblico segue quando si appassiona al programma, per le date e le novità poi vi aspetto in conferenza stampa.

Ti sei diviso tra Castellammare e Napoli per la tournée teatrale “E’ così che giro il mondo” con Sal da Vinci, qual è il tuo ruolo?
Ogni anno mi divido tra la stagione teatrale e qualche tournée, portare avanti la cultura fa la differenza tra una città che intende vivere e non sopravvivere. Ma sono un attore, il palco è la mia dimensione e lì che sono vivo. Sal da Vinci ha la capacità di creare sempre un clima sereno e familiare all’interno della compagnia, un’atmosfera tale che ti fa dire “Che bello stasera vado a lavorare!”. Il soggetto è scritto dall’amico Paolo Caiazzo e la regia del maestro Gino Landi, una garanzia per noi attori. Sul palco interpreto un bodyguard che interrompe continuamente lo spettacolo. Un ruolo risultato molto carino, definito “La ciliegina sulla torta” dai giornalisti napoletani.

I sogni stabiesi di Lello Radice? Parliamone!
Vorrei un maggior supporto delle istituzioni nei progetti culturali della città. I cittadini vanno portati a teatro, è inutile negare che di questi tempi non si ha la possibilità di sostenere il costo di un ingresso per due o più persone figurarsi un abbonamento completo. Nelle grandi città le istituzioni prevedono agevolazioni per anziani e giovani ma qui è complicatissimo entrare in questa “normalità”. Poi sarebbe un sogno vedere un teatro comunale a Castellammare e la gente uscire la sera per andare a godersi uno spettacolo di qualità.

Si è notata la grande assenza delle istituzioni sin dall’inizio della stagione teatrale, come si giustifica secondo te?
Nemmeno io sono riuscito a darmi una risposta in merito. È sempre bello quando in città arriva una grande compagnia o artisti di livello come Albertazzi, Tony Servillo, Gianfelice Imparato, cito solo alcuni, che le istituzioni siano presenti in sala, che salutino l’artista e la compagnia, è una cosa normale nelle grandi città, speriamo che per la prossima stagione possiamo assistere a queste scene.

Lello un saluto a Castellammare e ai lettori di Sei Periodico.
Saluto la mia città che amo profondamente, la sua storia ha radici profonde nel teatro, quel bel teatro di qualità firmato da Viviani, Ruccello, Italo Celoro, debbo dire che è encomiabile il lavoro d’informazione culturalmente sana che il vostro giornale sta facendo e di riflesso bravi i lettori che vi seguono.

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