Ad esordire sul palco, con una commedia in due atti ironica e divertente, sono stati i bravissimi Enzo Casertano, Massimo Pagano, Maria Chiara Cimini che hanno messo in scena “L’Inquilino”, commedia tragicomica scritta da Enzo Casertano e diretta da Roberto d’Alessandro.

Scelta vincente quella del direttore artistico Lello Radice, di iniziare con una commedia leggera, frizzante, per niente banale. Nonostante i toni ironici la commedia affronta il difficile problema della vita da precario di un cinquantenne che “tira a campare” in maniera non proprio onesta ed è costantemente senza soldi. Massimo, il protagonista, rischia lo sfratto dalla vecchia padrona di casa perché non riesce a pagarle l’affitto, la stessa affida alla giovane nipote il compito di risolverle la situazione, la ragazza gli suggerisce di trovare un coinquilino che gli venga incontro nelle spese e così entra in scena Vincenzo, uomo mite ma misterioso. Massimo e Chiara si imbarcheranno in strampalate indagini per scoprire se Vincenzo è veramente chi dice di essere. In una girandola di colpi di scena, tra sospetti, amicizia, innamoramenti e cene a base di spigole all’acqua pazza, emergerà la vera identità dell’inquilino.

Una commedia gradevole, in cui si mettono in gioco sentimenti quali l’amicizia, l’amore e la famiglia ritrovata. Il finale leggermente cinico fa comunque prevalere il bene sul male anche se lascia l’amaro in bocca perché lo spettatore scoprirà che non c’è peggior tradimento di quello che si mette in pratica rubando la fiducia negli altri. Un trio di bravi attori, sia Massimo Pagano che Enzo Casertano hanno saputo tenere il ritmo della commedia con battute botta e risposta, equilibratissima tra loro Maria Chiara Cimini che ha dato la giusta freschezza alla commedia, mai eccessiva nei toni e nemmeno nella gestualità. Si capisce che di base i tre attori sono molto affiatati e dalla loro intesa nasce forse il vero successo di questa trama nasce.

È sempre un rischio aprire una nuova “Stagione di Prosa” con opere di drammaturgia moderna ma Lello Radice ha abituato i suoi abbonati a questa scelta, da vero esperto del settore non lascia nulla al caso e anche quest’anno ha fiutato bene i suoi debuttanti. Il pubblico stabiese non è avvezzo all’applauso facile ma ha mostrato di essersi divertito ed ha apprezzato la commedia. In sala anche il Sindaco Pannullo che ha ringraziato il direttore artistico per la tenacia con la quale ha portato avanti nove stagioni di prosa consecutive e ha velatamente promesso un impegno maggiore delle istituzioni comunali per il prossimo futuro. Per adesso buona la prima e appuntamento a giovedì 26 ottobre con in scena “Il Pomo della discordia” con Carlo Buccirosso e Maria Nazionale, ancora una volta due bravi interpreti di una stagione di prosa che promette di essere vincente.

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