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Marina Suma: Il teatro è la mia passione!

Marina Suma | © Pina Longobardi | Seiperiodico dicembre 2012

Ci accoglie con un sorriso dietro le quinte del Teatro Supercinema, ha da poco interpretato “Nina Scarabattola”, una suora in crisi esistenziale che torna nella sua città natale per ritrovare se stessa. Marina è carica, il teatro la entusiasma, la rigenera e soprattutto le dona una grande serenità.

Marina il teatro sembra essere diventato la tua attività prevalente rispetto al cinema e alla tv, rimpiangi la cinepresa?
Il teatro mi entusiasma, oggi cinema e televisione sono diventati più approssimativi, preferisco il calore del pubblico in sala.

La maggior parte degli attori è stabiese doc, il regista pure, questo dramma è recitato in dialetto stabiese mentre tu sei napoletana, hai avuto qualche difficoltà?
Si, all’inizio. Ho dovuto chiedere aiuto a Luca ma un attore impara continuamente, studiando, approfondendo, calandosi nel ruolo. Nina Scarabattola è una suora in preda ad una forte crisi esistenziale che non trova riscatto.

Marina si sarebbe opposta nonostante la difficoltà dei tempi?
Le crisi sono parte della vita ma sono una persona molto solare e tendo ad aprirmi. Si mi sarei opposta ai miei stessi tormenti. D’altronde sono uno scorpione quindi reagisco e mi rialzo dalle mie stesse ceneri.

Al cinema e al teatro ti abbiamo visto in diversi ruoli, cosa t’ispira di più?
Mi piacciono i ruoli “noir”, speculari alla mia personalità estroversa e solare. I ruoli tormentati, fuori dagli stereotipi della donna fragile, dolce, romantica, vittima. Mi piace l’azione e quindi i ruoli con scene di movimento. Amo il movimento e sono una gran sportiva.

Sei una donna dalla forte presenza scenica, la tipica napoletana schietta e sincera. Questa forza fa parte della tua indole o esplode solo sul palcoscenico?
Credo che faccia parte della mia indole anche nella vita. In teatro poi un testo scritto è un insieme di battute, poi c’è la scenografia, il trucco, la gestualità, i silenzi e i toni . L’attore deve trovare se stesso dietro tutto questo traducendo il linguaggio dell’autore in quello dell’attore, una grande responsabilità!

Non c’è un regista che riuscirebbe a convincerti a ritornare al cinema?
Lavorerei volentieri con Paolo Sorrentino, è un sogno che rincorro da un po’ per me rappresenta l’eccellenza italiana nel cinema, si con lui ritornerei davanti alla cinepresa.

Solo registi italiani per Marina?
No, mi piacerebbe anche essere diretta da Pedro Almodovar. Un regista che ha disegnato figure femminili appassionate capaci di mediare tra la frustrazione e la combattività, eccentriche e sentimentali, addolorate e vitali. Ecco io mi ci vedrei in un ruolo del genere.

Cosa auguri ai lettori di SEI PERIODICO per queste prossime festività?
Ai lettori e a tutti voi della Redazione, auguro un Natale di ottimismo e forza, perché solo chi crede in se stesso riesce a superare i momenti più difficili come questa crisi….

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