A breve la rivedremo nei panni di “Rosa Nicolosi” nel “Il giorno della civetta” scritto dal grande Leonardo Sciascia, nell’adattamento teatrale a cura di Fabrizio Catalano Sciascia. Il pubblico televisivo l’ha conosciuta ed amata attraverso varie fiction: “Un caso di coscienza”, “Sospetti 2”, “Salvo d’Acquisto” e recentemente “Io e mio figlio. Nuove storie per il Commissario Vivaldi”. Al secolo è anche la dolce metà del noto attore stabiese Sebastiano Somma, per i nostri lettori questo mese: MORGANA FORCELLA.

Tanta televisione e teatro, ti piacerebbe sperimentare il cinema?
Certamente, mi piacerebbe un ruolo in un bel film d’azione tipo quelli americani.

Unica attrice in un cast di dieci attori per l’adattamento teatrale del “Il giorno della civetta” di Leonardo Sciascia, cosa ha convinto il regista a sceglierti?

Ho studiato tantissimo il mio personaggio “Rosa Nicolosi”, una donna a cui ammazzano il marito, in una Sicilia bellissima e tormentata dalla mafia. Col regista ci siamo capiti, potevo dare lo spessore e l’impronta che egli voleva per l’interpretazione e mi ha dato la parte. Per quanto riguarda essere l’unica donna in un gruppo di artisti tutti maschi, posso dire che lavoro con un gruppo di grandi professionisti.

Prima di essere tuo il ruolo di Rosa Nicolosi è appartenuto a Claudia Cardinale, ci sono differenze d’’interpretazione che hai adottato per personalizzare il personaggio?

Dall’interpretazione cinematografica all’adattamento teatrale cambia tantissimo. Claudia Cardinale ha interpretato il film nel 1968, in un contesto storico sicuramente diverso rispetto ai giorni nostri. Nell’adattamento teatrale la figura di Rosa è diversa. Il dramma teatrale viene interpretato senza eccessi ma con grande intensità. Nella scena madre, in cui Rosa si piega in due per il dolore della scomparsa del marito, è una donna che si accascia sul palcoscenico senza urla o pianti ma con grande drammaturgia.

Un regista italiano con cui vorresti lavorare?
Mi piacerebbe lavorare con Pappi Corsicato, avrei voluto una parte nel “Il seme della discordia”.

Nuovi progetti lavorativi in corso?
Avrò una parte in un film che sta realizzando il regista Luciano Luminelli. Una storia, ambientata negli anni ’70, che narra il percorso di vita di un bambino che cerca il riscatto per uscire dalla costrizioni e dalla chiusura mentale tipica delle realtà del Sud di quei tempi e con forza e coraggio riesce ad emergere. Ma non posso raccontarti di più.
La tua vita ha due percorsi paralleli, la carriera artistica e la vita privata che tieni lontana dal gossip, non credi che questo ti faccia perdere in popolarità rispetto ad altre attrici?
Ho preferito che la mia famiglia avesse poche contaminazioni con la vita pubblica. Seguo mia figlia personalmente insieme a Sebastiano affinché la nostra bambina cresca serena con la forza e i valori che solo i genitori sanno trasmettere.

Spesso reciti accanto a tuo marito, tante ore insieme a casa e sul lavoro, credi che questo possa essere asfissiante per l’intesa di coppia?

Come tutte le coppie ci capita qualche volta di fare scintille, ma quando sali sul palcoscenico ti estranei completamente dalla situazioni personali, in quel momento sei un attore e ti cali nel tuo ruolo, dopo si riprende ed è tutto più facile perché hai avuto un ottimo mezzo per scaricare l’adrenalina: recitare!

Che marito è Sebastiano Somma? Presentacelo nelle vesti di uomo e padre.

Un marito attento, sensibile molto generoso. Da uomo del Sud tiene molto alla sua famiglia, è capace di farsi in quattro per tornare la sera e stare tutti e tre assieme, ha un senso della famiglia molto radicato.

Una sensazione, un odore, un qualcosa che ti lega alla nostra Castellammare di Stabia?

La prima volta che Sebastiano mi portò a conoscere la sua città e la sua famiglia mi mostrò il bellissimo lungomare di Castellammare, ma il ricordo più bello di quella passeggiata fu la sosta in un vicoletto poco distante dalla Villa Comunale. C’era una coppia di anziani che gestiva un caratteristico chioschetto e che vendeva le acque delle Terme. Loro erano molto carini e l’acqua aveva un gusto che non ho trovato altrove.

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