74 Views |  Like

Peppe Iodice | Tanta voglia di far ridere

Questo mese abbiamo incontrato Peppe Iodice comico e cabarettista napoletano. Reduce per il secondo anno consecutivo dal successo di “Pazzo Scatenatissimo”, il suo “scatenatissimo” one man show dove situazioni, monologhi e gag creano due ore di “fuga dalla realta”, insomma …evasione allo stato puro.

Peppe, quanto aiuta essere “napoletani” nella comicità?
In verità un napoletano non se ne rende conto, è facile dire che aiuta essere napoletani ma se dietro questo mestiere non ci metti lo studio a poco serve la vena istintiva del comico. Una frase celebre di Charlie Chaplin dice “Che tristezza dover essere buffo. È ancora più triste quando non ridono”.

Hai mai vissuto la paura di non riuscire a far ridere il tuo pubblico? Chi fa questo mestiere ha fondamentalmente una buona dose d’incoscienza. Quando sali sul palco lo sai che può capitare che il pubblico non rida. Magari non è serata o si sono messi tutti d’accordo e non ridono! E’ bruttissimo, sconfortante, è capitato a me come ad altri colleghi. Ma una serata un pò così va messa in conto senza scoraggiamenti.

Totò era un principe dell’improvvisazione, di lui si dice che non imparava a memoria i copioni ma se ne usciva con battute al momento. Anche tu ne sei maestro, ci deve essere una certa genialità nell’intrecciare spettacolo e vita reale. Quanto del grande Totò è di spunto nella tua comicità?
Non saprei dirlo, dai Totò era di un altro pianeta! Ti ringrazio per l’accostamento ma quella comicità è unica e irripetibile. L’arte dell’improvvisazione è una peculiarità che non appartiene a tutti i comici, quelli che non ce l’hanno non sono meno bravi dei colleghi che ne sono dotati. Io ce l’ho e nei miei copioni riservo sempre una parte all’improvvisazione. Però, un buon comico lo sa, se vuol far ridere deve studiarsi le battute, provare, analizzare i dettagli, la comicità nasce da uno studio di tanti elementi. Certo a teatro se afferri nell’aria che il pubblico quella sera si sta divertendo e ti viene lo spunto, percorri per qualche minuto la strada dell’improvvisazione e fai di quello spettacolo un momento unico e irripetibile. Questa è la magia che crea l’improvvisazione. In Tv non è possibile, hai pochi minuti a disposizione e non puoi azzardare. A teatro si, è li che sfogo il mio estro improvvisato e mi diverto sul serio.

Nella trasmissione “Number Two” ironizzi sui giocatori del Napoli e i napoletani gradiscono, soprattutto dopo le sconfitte più dure da mandar giù. A proposito hai notizie di Josè “Uallarito” Sosa? Ti manca?
No, non mi manca, ormai era così esausto che lo lascio riposare. Sosa mi ha portato fortuna. Gli voglio bene per avermi dato modo per un anno di giocare con lui, alla lunga però il tormentone stanca era ora che le nostre strade si separassero.

Anche quest’anno, con “PAZZO SCATENATISSIMO”, si è ripetuto il successo dello scorso anno. Eppure le notizie di cronaca ci riportano solo tristezza, c’è crisi, l’economia è fiacca e c’è un malcontento generale. Tu vai in scena e fai il pienone! Ma allora la gente ha ancora voglia di sorridere?
Il teorema è sempre quello, più la situazione è sconfortante più c’è la voglia di evadere. Io regalo due ore di “fuga dalla realtà”. Devo dire che è’ bello, a fine spettacolo, sentirsi dire “Grazie!, In queste due ore non ho pensato ai miei problemi ma ho riso sul serio”. Guarda che è dura saper far ridere davvero e soprattutto adesso. “PAZZO SCATENATISSIMO” mi ha dato tante soddisfazioni, uno dei miei spettacoli più riusciti ma adesso lo chiudiamo, non si ripeterà ancora, dobbiamo fornire sempre nuovi spunti, la gente ce lo chiede e noi ci siamo!

In un caldo pomeriggio di agosto, arriva una telefonata e dall’altro lato è Robert De Niro che ti propone di fare il sequel del “Padrino”, interpretando il ruolo di protagonista. Ti ci vedi nei panni di uno spietato mafioso americano?
E’ possibile passare dalla comicità alla drammaticità? E secondo te Robert de Niro chiama proprio me? Al massimo ha sbagliato numero o è impazzito! Comunque qualcuno mi ha detto che in me c’è la vena drammatica e non ti nascondo che mi piacerebbe. Però, per adesso ho una gran voglia di far ridere il mio pubblico e questi passaggi non s’improvvisano. Semmai dovessi interpretare una parte drammatica, lo farei solo affidandomi ad un grande regista.

Giochiamo un pò? Lo slogan di SEI PERIODICO è: ” Il giornale che fa la differenza?”, Birillo a proposito che direbbe?
Meno male che fa la differenza e non è il giornale che fa la differenziata! Comunque Birillo se lo leggerà da cima a fondo quando glielo porterete e lo conserverà, SEI PERIODICO è un giornale troppo bello per finire nella differenziata. Peppe Iodice consiglia: leggetevelo!

Please follow and like us: