Peppe Vessicchio la mia vita in ascolto dell’armonia naturale. Da architetto mancato che ha inseguito il suo sogno, grazie all’intuizione di suo padre, che aveva capito che il gli studi di architettura non erano la massima aspirazione di suo figlio a studioso della biodinamica, nel salotto letterario di Pierluigi Fiorenza, di una rinascente Castellammare che diede i natali ad illustri uomini come Denza, Viviani, Michele Esposito, Annibale Ruccello, il direttore d’orchestra più famoso in Italia ci racconta la sua vita attraverso la musica dall’incontro con Gino Paoli, al primo Sanremo nel 1986 sotto la neve con Zucchero, il “pronti-partenza-via” con Elio e le Storie Tese dieci anni dopo, la partecipazione ad Amici di Maria De Filippi, fino all’hashtag diventato virale nei giorni del Festival 2016, #usciteVessicchio. Ma dal giorno in cui una goccia d’olio si stacca da una pizza mangiata fortunosamente in macchina e cade beffarda sui suoi pantaloni, Peppe Vessicchio ha iniziato a domandarsi se la musica fosse tutta lì, perché la musica gira intorno al mondo e alla vita.

 

Maestro qual’è il fil rouge che ha portato un titolo così originale per questo libro?
Tutta la mia vita, se ci penso ho messo insieme tutti i puntini, sai come si fa con quei giochini nei giornali di enigmistica e alla fine ti ritrovi un’immagine? Il mio libro è l’unione di tutti questi puntini, una biografia scritta a quattro mani con il giornalista Angelo Carotenuto che passa attraverso la musica ma anche gli studi applicati del suono nel campo della biodinamica e alla produzione dei pomodori, protagonisti del titolo del libro e poi esperimenti sul vino e le frequenze sonore. Perché nulla nasce per caso e se è vero che le mucche del Wisconsin producono più latte ascoltando Mozart un motivo ci sarà. La musica è quell’armonia che agisce positivamente sulle cellule viventi.

Potrebbe dire altrettanto della tecnologia nella sua musica e nella sua vita?
Sicuramente. Negli ultimi anni mi sono perso certi sincronismi musicali indispensabili un tempo e nella vita grazie alla tecnologia oggi non ricordo neppure il mio numero di cellulare mentre un tempo li ricordavo tutti.

Ha diretto tanti artisti noti mi racconta quello che lo ha messo più in difficoltà e quello che invece sogna di dirigere?
Il più bizzarro tra tutti è stato Elio e le Storie Tese. Elio è la dimostrazione di com’è possibile non compiacere e non servire ma vincere oltre ogni schema, infatti la sua partecipazione al festival di Sanremo fu vissuta con una logica oltre gli schemi e per me un’esperienza unica. Per rispondere al secondo punto vorrei dirigere Gino Paoli.

Qual è stato il momento più sofferto e quello più felice nell’elaborazione di questo libro?
Il più sofferto credere di riuscire a raccontarmi e vivere l’ansia dello scrivere e riscrivere ogni capitolo perché non sembrava mai come avrei voluto che fosse. La più bella accarezzare la copertina e leggere la prima pagina, rivivere tutto il percorso.

La sua voce si ferma un istante e un luccichio negli occhi tradisce l’emozione, perché la musica è l’espressione più alta delle emozioni soprattutto quando a dirigere l’orchestra è il M° Peppe Vessicchio.

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