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Pietra Montecorvino: Sud …nui simm’ ‘ro Sud

Pietra Montecorvino | @Pina Longobardi  | Seiperiodico dicembre 2012

Andiamo oltre le fredde biografie che descrivono un personaggio e i suoi successi. Lei ha una voce graffiante, dura, verace e sensuale che canta una Napoli passionale e latina, contaminata da suoni mediterranei e, soprattutto, sofferente, affamata. Premio Tenco nel 1991 con l’album “Senorita” scritto dai fratelli Bennato, con Eugenio anche un legame durato dieci anni e due figli, ecco a voi: Pietra Montecorvino.


Barbara D’Alessandro in arte Pietra Montecorvino perché questo nome?
Nel 1983 si apriva la porta di San Pietro e nacque l’idea di Pietra, vedendolo di buon auspicio , Montecorvino invece è un comune in provincia di Foggia. Mi piaceva anche se è un pò forte e impegnativo da portare. La pietra è dura, difficile da scalfire, così volevo sentirmi e non mi sono pentita di questa scelta.

Tu esordisci a fianco di Renzo Arbore nel 1983, nel film “FF.SS.” – Cioè: “…che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?”, cosa ricordi di quel periodo?

Renzo è una persona eccezionale. A quei tempi lui era nel pieno del suo successo ed io avevo l’incoscienza dei miei vent’anni. Mi portava a teatro, mi imponeva di ascoltare le canzoni napoletane, violentando la mia anima rockettare, io assorbivo tutto come una spugna e lo facevo divertendomi. Renzo mi ha arricchita molto professionalmente, gli sono grata a vita, dopo i miei figli e a lui che debbo la mia crescita individuale.

Ci parli della tua esperienza nel film “Passione” di John Turturro?

Un’esperienza assolutamente positiva, i napoletani hanno l’incredibile capacità d’immedesimarsi in qualsiasi circostanza, così finisce che giri un film tra i vicoli di quartiere e tutti sono disponibili.
È un film importante che a Napoli ha avuto tantissimo riscontro. John è riuscito a cogliere la vera Napoli, il vero volto dei napoletani e a proiettarlo in un capolavoro.

«Sud. Sud …nui simm’ ‘ro Sud, nui simm’ curt’ e nir’ / nui simm’ nati pe’ cant’ e faticamm’ a fatica’», è difficile essere meridionali?
Assolutamente si, da sempre lo è come difficile è essere neri.

E tu che donna del sud sei?
Una donna paziente e saggia, una madre presente che rispetta la libertà dei suoi figli. Ho coltivato in loro il senso di responsabilità, cercando di non essere iperprotettiva. Risultati? Carola che ha 24 anni studia a Roma scienze politiche e Fulvio di 21anni studia all’Accademia delle belle Arti, ama la musica e canta in inglese. Lui mi ha aiutato a montare i video di “Malamusik”. I miei figli sono anche i miei amici e questo è molto gratificante.

Ci sono tante Napoli e tanti interpreti per questa città, chi la rappresenta meglio secondo te?
Per me è Massimo Troisi, un artista che ha saputo abbattere lo stereotipo della napoletanità fine a se stesso, soprattutto nei suoi ultimi anni di carriera e di vita. Mi immalinconisce sapere che non ha potuto godersi questo suo trionfo. Un grande artista e nel contempo un uomo vero e semplice.

Un bell’augurio di Natale ai lettori di SEI PERIODICO da Pietra.

A Babbo Natale chiedo un pò di giustizia nel mondo. Io non credo alla profezia dei Maya e spero che dopo il 21 escano tutti più fiduciosi e che si giri finalmente la boa della recessione. Ai lettori di Sei ma un pò a tutti auguro di ritrovare il valore delle piccole cose e un 2013 migliore di quest’anno che si sta chiudendo.

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