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Sal De Riso: creatività e passione.

© Pina Longobardi | Sei Periodico

Nel 1994, a soli 28 anni, l’unico in tutto il Sud Italia, lei entra a far parte dell’Accademia Pasticcieri Italiani, pasticcieri si nasce o si diventa?

Sicuramente la passione è innata, poi viene fuori ad un certo punto della vita. Fin da piccolo ho sempre amato la cucina poi col tempo ho realizzato che in particolare mi piaceva fare dolci ed ho coltivato quello che poi si è rilevato un talento oltre la passione.

È l’uomo che ispira il maestro nelle sue creazioni o viceversa?

L’ispirazione arriva dalle situazioni, di ritorno da un viaggio, per un’esperienza vissuta, un prodotto nuovo che posso trovare quando sono in giro. Essa arriva in un attimo, torno a casa, disegno il dolce poi penso agli abbinamenti e quali prodotti posso accostarlo. L’ultima mia idea è nata a dicembre, quando ho portato i miei bambini in Lapponia a conoscere il Villaggio di Babbo Natale ed è lì che è nata la Focaccia dolce. Un maestro pasticciere crea, un bravo pasticciere mette in pratica quello che ha imparato durante il suo corso di studi.

Con quale ingrediente preferisce giocare di più nelle sue creazioni?

Il limone è in assoluto quello che mi ha dato popolarità. Un prodotto unico e che non tutti si possono permettere. Oltre poi la torta ricotta e pere, il dolce più imitato in assoluto, esportato ovunque anche in Arabia Saudita, pensi che due principesse hanno voluto conoscermi dopo aver assaggiato il mio dolce e adesso esportiamo anche lì i nostri prodotti.

In pasticceria lo zucchero è il protagonista e il sale è l’antagonista?

Il sale in pasticceria è altrettanto protagonista. Essendo un esaltatore di sapidità, insieme allo zucchero armonizza gli ingredienti.

Salvatore De Riso, ci descriva una storia che si lega in modo particolare ad una sua creazione.

Una grande emozione l’ho vissuta al concorso nazionale della Torta Giubileo. Mi presentai con Oro Puro, una mousse al cioccolato Guanaja, con interno gelée di mandarino e melannurca DOP. Eravamo in 250 pasticcieri, arrivai primo e sapere di essere ricevuto da Giovanni Paolo II non potevo immaginare emozione più grande, ed invece scoprii che mi sarei dovuto confrontare con quella più bella in assoluto su tutte. La sera prima della partenza mia moglie mi consegnò una piccola scatola regalo. La cosa mi lasciò perplesso, non festeggiavamo nulla. Quando l’aprii vi trovai un ciuccio. È stato il suo “dolce” modo per dirmi che sarei diventato papà per la seconda volta. Questa cosa l’ho raccontata in privato al Papa che mi diede un forte e lungo abbraccio. Nove mesi dopo è nata Anastasia.

La terra di Amalfi, i profumi ed i colori della Campania son ingredienti principali che ispirano le sue creazioni. Quali contaminazioni geografiche estere hanno influenzato alcune sue creazioni?

Uno degli ingredienti che amo molto è la bacca di vaniglia del Madagascar, è un aroma inconfondibile oltre che costosissimo, ma è assolutamente unico, dà ai miei dolci un tocco eccezionale. Ma anche il frutto della passione e il mango.

Salvatore De Riso maestro pasticciere, ma anche attento alle iniziative solidali. Ci sono nuove iniziative in cantiere?

Noi ogni anno ci proviamo!  Non dimentichiamo che c’è chi soffre dietro l’angolo di casa o dall’altra parte del mondo. L’ultima questo anno con la focaccia portafortuna. Un dolce la cui ricetta è stata confidata addirittura da Babbo Natale. È nata così Operazione Smile. Abbiamo racchiuso la focaccia dolce in una bellissima confezione e, per ogni scatola venduta, tre euro sono stati donati alla fondazione Smile, per curare bambini africani nati col labbro leporino. Ora sappiamo che col ricavato abbiamo restituito il sorriso a tanti bambini. A loro, oltre ai soldi abbiamo mandato anche la focaccia portafortuna, per portare un pò di dolcezza dopo la sofferenza. È stata una grande emozione poter leggere su un lenzuolo, scritto dai bambini guariti  “ Thank you Sal De Riso”.

I bambini adorano la cioccolata, il gelato e i dolci, ma amano anche “impastrocchiare” in cucina. Ha mai pensato di condividere la sua arte con piccoli pasticcieri in erba?

Assolutamente si. Ho dedicato un calendario ai  bambini, intitolato “Dolci Bambini”, con loro abbiamo giocato a fare i dolci e lavorato col cioccolato, è stato divertente. A volte capita che giro nelle scuole, su richiesta dei docenti, per dare nozioni di pasticceria o che le scolaresche vengano nella mia pasticceria.

Ogni compleanno che si rispetti culmina il momento di massima gioia con una torta e tante candeline. Chissà quante ne ha preparate lei. Questo mese Sei Periodico spegne la sua prima candelina, quale dolce mi consiglia per gli auguri?

Per SEI ho pensato ad un Pan di Spagna alle mandorle, con una crema bavarese alla vaniglia e fragole e una glassa di pesche gialle e rosmarino. SEI è nato a primavera inoltrata, quando i profumi inebriano l’aria, i fiori sono al massimo splendore e la frutta è coloratissima e profumatissima. Auguri SEI PERIODICO, se volete vi aspetto tutti ad Amalfi.

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