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Sal da Vinci | Con la musica nel cuore

La nostra Redazione, quest’estate in giro per i Tour dei grandi artisti, ha incontrato SAL DA VINCI. L’amore in tutte le sue forme, raccontato attraverso il suo ultimo Live Tour “E’ così che gira il mondo”.


Sal nel tuo ultimo disco “È così che gira il mondo” si parla dell’amore in tutte le sue forme, Tu quale tra i viaggi descritti stai compiendo?
Io sto compiendo il mio viaggio. Questo disco è colonna sonora portante di un lungo percorso musicale. Credo che la musica sia d’aiuto a tutti, chi l’ascolta, chi la compone, chi la interpreta. Personalmente la musica mi ha salvato. Questo disco è il raggiungimento di una maturità e di una serenità che vive in me attraverso la musica.

Nell’album hai duettato con due cantanti dalla grande forza vocale: Ornella Vanoni e Ana Carolina. In futuro con quale altro cantante vorresti interpretare una canzone?
I duetti non si costruiscono, vengono così..naturali. Con Ornella Vanoni ad esempio è stata una combinazione, ho scritto una melodia appositamente per lei e da li la decisione d’interpretarla insieme. Il disco era ormai quasi pronto e nel rush finale abbiamo infilato questo bellissimo pezzo “Senza un motivo”, giusto per la vocalità di Ornella, in questa canzone la sua voce è una carezza sull’anima di chi l’ascolta. L’incontro con Ana Carolina è avvenuto qualche settimana prima, mi trovavo in Brasile e c’è stato questo incontro e abbiamo deciso di duettare ed è nata “Coisas” una canzone tradotta anche in italiano e cantata da me.



Oltre al disco tu hai anche fatto un tour con uno spettacolo “È così che giro il mondo”, è più facile cantare o interpretare i sentimenti?
Ogni forma interpretativa che sia la canzone o la recitazione trova il suo modo per trasmettere la grandezza delle emozioni. L’artista deve avere la capacità di andare dritto al cuore di chi ci ascolta, condurre lo spettatore nel viaggio dei sentimenti non è solo una questione d’interpretazione, l’attore o il cantante debbono trasmettere loro stessi al pubblico, è quello che rende magica l’interpretazione.
Sal da Vinci…un napoletano nato a New York ma “napoletano verace”, ha influito la cultura americana nella tua carriera artistica?
Ma l’America è lo specchio di tanti paesi compreso il nostro, personalmente si, la musica americana mi piace tantissimo. In particolare la musica napoletana nasce dal melodramma, l’influenza americana l’ha rimescolata, alleggerita, vivacizzata. È bellissimo vedere come la musica non abbia confini, una miscela di influenze culturali diverse hanno fatto nascere nel tempo generi sempre nuovi, il jazz è forse il genere che è più aperto alle varie culture musicali.
Bella voce, timbro caldo che ti arriva dritto al cuore. A Napoli sei a casa tua ma che succede quando sei “fuori casa”, come accoglie il pubblico del Nord un cantante napoletano?
Grazie per i complimenti! Condividiamo tutti la stessa bandiera, nell’Italia del 2012, soprattutto in queste difficoltà economiche che appartengono a tutti gli italiani, credo non ci sia posto per le discriminazioni. A volte restiamo vittime di luoghi comuni che alimentano queste “credenze” però credo che i fan seguano un artista per le emozioni che sa loro regalare. Sinceramente non ho mai avuto questo tipo di difficoltà ovunque vado sono accolto con grande calore dai miei fans.

Sal tra i testi scritti di “È così che giro il mondo”, il mio preferito è “L’amore decide”. L’amore ti ha più salvato o più ucciso?
Sicuramente mi ha salvato e quando “metaforicamente” è capitato che mi abbia ucciso, posso dire che è andata bene perché da quella “morte” sono rinato come uomo.

SEI PERIODICO….è qui! Siamo giovani, entusiasti, consapevoli che è difficile diventare grandi. Dacci tre elementi in cui credere, quelli che ti hanno ispirato e che finalmente, dopo ben tredici tentativi, ti hanno portato sul palco dell’Ariston?
Grandi non si diventa mai, c’è sempre da imparare e da crescere! Credete nel vostro sogno, nutritelo giorno dopo giorno investendo in lavoro ed innovazione ma più di tutto sappiate che si arriva a certi livelli solo se si ha talento magari ci si fissa e ci si convince che col solo duro impegno si arriva a fare ciò che si desidera ma è il talento quella spinta in più che ci fa distinguere tra gli altri, voi affermate che Sei Periodico fa la differenza io vi dico si perché è il talento fa la differenza!

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