Lei è Shalana Santana, l’abbiamo incontrata alla conferenza stampa per la presentazione del film “Ci devo pensare” di Francesco Albanese, di cui è stata coprotagonista e le abbiamo chiesto di essere la madrina del nostro 4° anniversario. Intervista esclusiva all’attrice brasiliana

Nata a Brasilia ma napoletana d’adozione quali analogie tra queste due città?
Sono due città caotiche e vive, le accomuna il carisma e la capacità di saper risolvere le cose con un sorriso.

Come sei arrivata in Italia?
In Brasile ho vissuto con la mia bella e numerosa famiglia fino al 2002 quando ho vinto un concorso di bellezza e mi sono trasferita prima a San Paolo e poi ho cominciato a girare, Parigi, New York, Milano. Grazie al mio lavoro di modella ho cominciato a vedere il mondo fuori dal mio paese natìo. Avevo sete di cultura e adoro l’archeologia, viaggiare mi ha fatto maturare e aprire la mente verso una mentalità cosmopolita.

Cosa ti ha spinto a lasciare il tuo paese natio?
Il lavoro e conoscere il mondo fuori dal mio passione sfrenata per le culture e archeologia e viaggiare.

Pro e contro nel tuo lavoro di modella?
L’aspetto manageriale che mi ha portato, da giovanissima, a prendermi cura di me stessa, stando lontana da casa, sai questo mestiere a certi livelli non è un lavoro per stupidi. Mi ha  traumatizzato il dover mantenere una linea eccessivamente magra per la passerella. Era uno sforzo incommensurabile e che ho mollato nel 2007 quando ho scelto di posare solo in fotografia senza stress.

Come è entrata Napoli nella tua vita?
Io ho il mio compagno napoletano ci siamo conosciuti a Milano, tramite amici in comune, ha penato un pò per conquistarmi, nonostante fui colpita dal suo fascino, ha dovuto dar prova di grande romanticheria prima che cedessi.

C’è un posto a Napoli che ami molto?
Si, vado spesso al sito archeologico di Pausilypon e poi c’è Piazza Bellini, molto artistica e bohemica, è tra le piazze più eleganti di Napoli.

Come inizia il tuo percorso di attrice?
Già da modella si deve essere un pò attrici, poiché quando si sfila si interpreta il capo e lo stile di vita da esso rappresentato. Da lì ho sviluppato la passione per la recitazione e, appena trasferita a Napoli, mi iscrissi a nuove e ho studiato recitazione.

Quest’anno il primo ruolo di protagonista in “Ci devo pensare” di e con Francesco Albanese, com’è che ti ha scelta?
È stato un caso, ci siamo conosciuti grazie a comuni amicizie, Francesco cercava un’attrice che nella storia non emergesse tanto per l’avvenenza fisica quanto per l’essere una donna libera, colta e indipendente, come molte donne di oggi. Il film ha mostrato un altro volto di Napoli, una Napoli che non è costituita solo da lati
negativi ma anche fatta di gente con sentimenti semplici.

Una curiosità del set di “CI DEVO PENSARE?
Girare le scene con cabarettisti come Mariano Bruno e Alessandro Bolide, non seguivano mai un copione e mi spiazzavano perché non sapevo mai la battuta che mi avrebbero dato. Io poi che sono una precisa e seguo il copione punto, punto con loro era impossibile. Al mattino per me non era andare al lavoro ma ritrovarsi con gli amici .

Tre elementi irrinunciabili per te?
Sono quattro! Il caffè, i miei film, i miei libri e la musica quando passeggio.

Una cosa che ti ha reso forte nella vita?
La lontananza dalla mia famiglia, ho dovuto ricercare un equilibrio per convivere con quel distacco.

Un regista da cui vorresti essere diretta?
Sergio Castellitto è un grande attore tra i migliori in Italia.

Prossimi progetti lavorativi?
Per ora ci sono dei lavori di moda ma in questo mese di giugno inizieranno le riprese di una nuova fiction con Raoul Bova intitolata “Task Force” dove sarò un’infermiera.

Per chiudere, un augurio alla Redazione per il nostro compleanno?
A tutto lo staff auguro di proseguire in questo lavoro, il giornalismo serio è sempre più raro, per cui non mollate.

Leggi Sei periodico di giugno

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