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Castellammare: Stabia Pizza Day… ma tu vulive ‘a pizza?

Stabia Pizza Day: the day after.

Stabiesi avvezzi alla critica distruttiva o stanchi della solita minestra?

Si chiude senza infamia e senza lode lo Stabia Pizza Day, l’evento che sin dagli esordi non è stato promosso a pieni voti dai cittadini e dai commercianti.

Tante le cose che non sono andate per questo Stabia Pizza Day,  a partire dal palco, una struttura rimasta a sé stante, montata lontano dalla villa, sulla sabbia e senza corridoi calpestabili per chi vi accedeva indossando tacchi o aveva al seguito passeggini o carrozzelle con se. Sfilate e artisti dalla zona villa non si vedevano affatto, per non parlare della filodiffusione, praticamente inesistente pertanto, per capire quando iniziava lo spettacolo, bisognava rimanere nei pressi dell’area dov’era presente il palco che dalla villa risultava scarsamene illuminato.

Nel retropalco le cose non andavano meglio: i camerini erano mal attrezzati,  le luci negli stessi spesso non attaccate, le modelle sfilavano su tacchi alti in mezzo a svariati cavi.

La situazione sotto i gazebo non andava meglio, degustare una pizza in famiglia era alquanto oneroso, più conveniente andare a mangiare nei locali del posto: i veri vincitori dell’evento.

Tirando le somme l’impressione è che siamo lontani da eventi in grado di portare turismo in città perchè  a Castellammare si è rimasti ancora alla festa di San Catello, si è abituati a fare eventi prettamente commerciali e che non lasciano nulla di buono alla città. La pizza non è un’arte stabiese ma la si fa passare per tale un anno si e l’altro pure, mentre di ricchezze nostre ne abbiamo ma restano invisibili.

La città non è pronta e resta non in grado di fare eventi di grossa risonanza mediatica e che sopratutto abbiano un’identità precisa. Purtroppo non esiste una vera organizzazione che sappia mettere insieme un progetto valido e, come sempre, si parte con grandi idee e si finisce per piazzare i soliti tristi gazebi, tappezzati sempre dagli stessi sponsor,  le solite bancarelle col torrone e si è costretti a vivere un intrattenimento da festa di piazza, da sagra della pummarola, con l’aggravante del traffico impazzito e la gente in coda nelle auto.

Si vive d’improvvisazione e di quel protagonismo e presenzialismo di chi si spaccia per organizzatore di eventi unici, esperto del settore, motore trainante capace di ridare vita al commercio ma poi si scopre che l’organizzazione artistica viene affidata a chi ha a malapena ha alle spalle un’esperienza da animatore di villaggi turistici. La  prima serata  dello Stabia pizza Day  ha aperto i battenti un po’ in sordina, con le miss messe in ombra dal Vesuvio che non ardeva per passione. Un 10 e lode invece a Francesco Cicchella, che intratterrebbe il pubblico anche se si esibisse su una tavola di ponte, ma zero spaccato all’organizzazione artistica che lo ha accolto come l’ultimo dei cabarettisti, facendogli raggiungere  la location a piedi. Col passo solitario sulla sabbia stabiese, nella calura estiva il cabarettista non è stato proprio felice di  non aver avuto contatto alcuno con l’organizzazione. Grande scivolata  per l’entrée della sempre bravissima Monica Sarnelli che, mandata da sola sul palco, ha pontificato sulla sorte della città, augurandoci l’ennesimo imprenditore che venga a salvarla, nemmeno sapeva a quale delle edizioni dello Stabia Pizza Day stava partecipando ed è stata lasciata a cavarsela da sola  ma, per il resto, è stata la vera regina di questi sei giorni stabiesi. La serata con Peppe Iodice si è retta su quei pochi fan stabiesi che lo amano e lo seguono da sempre. Sono state per la maggior parte le ragazzine, invece,  a riempire di sabbia le snackers sabato 15 luglio per l’arrivo del neomelodico Andrea Sannino che, sotto la luna stabiese, ha fatto cantare anche i meno giovani alternando pezzi di musica classica napoletana e canzoni di repertorio ma la notte la notte bianca in centro che fine ha fatto? Chiusura alla grande con gli Audio 2, buona musica, tanti ricordi, un po’ di nostalgia. Fuori contesto ma nobile il tentativo di far passare il messaggio sociale sul femminicidio, a cura di Benito Gaudino Raimo, lanciato puntualmente ogni sera.  Per il resto tra le transenne cadute a Piazza Monumento, strumentalizzate dal giornalista di turno  e il Vesuvio che arde per mano di chi vuole che la Campania Felix sia solo una parola, questo evento chiude senza infamia e senza lode. I numeri? Lasciamoli fare a chi per mestiere ci lavora.

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