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Stagione della prosa, one more time!

EDITORIALE – In un mondo che pretende di sapere già tutto, chi diffonde la cultura spezza le catene dell’ignoranza e della saccenteria.

Quando si viene invitati alla conferenza stampa per la stagione di prosa della città in cui vivi, lavori, sorridi e soffri, respirandone le idiosincrasie e le potenzialità, sai già che, come ti siedi, ascolterai i soliti discorsi sull’importanza della cultura, perché, sostanzialmente, non sottolineare che la cultura è importante sembra quasi che si commetta peccato e fondamentalmente è così!

Appunto ieri sera chiesi a Lello Radice da quante stagioni sfidava i mari in tempesta della direzione artistica della stagione di prosa al Supercinema: tra crisi economiche, abbandoni politici, fughe di abbonati, idee geniali e attestazioni di amicizia il conto è presto fatto “sono nove annimi ha scritto aggiungendo un simpatico smile un piccolo grande record”.

Un po’ mi sembra Ulisse questo piccolo grande uomo, innamorato della sua città, della sua famiglia che lo circonda con grande forza, determinato a proseguire il suo viaggio per tenere aperte le tende di quel teatro stabiese di qualità, quello dei grandi autori. La cultura è e deve essere meritocratica, non me ne voglia chi si diletta, perché il teatro di qualità distrugge gli stereotipi, ti fa interrogare, ti stravolge e ti apre a nuove discussioni interiori, a quelle riflessioni che forse non avresti mai fatto se non ti fossi incontrato o scontrato con Vitangelo Moscarda e i suoi Uno, Nessuno e Centomila…. deficienti, quali talvolta noi esseri umani sappiamo essere, soprattutto a cospetto della vita e di noi stessi. Mi piace questa “operazione cultura” di Lello-Ulisse, che nonostante talvolta sia stata sprezzata, strumentalizzata, mal utilizzata, ha proseguito inarrestabile anche davanti ai luoghi comuni, ai “si è sempre fatto così”, ha saputo dire i suoi NO Lello e qualche volta li ha pagati pure cari. Mi piace questa stagione di prosa così come è stata congeniata, con questa bella “frittura di paranza” al femminile, come ha detto il vice del direttore artistico, assente in sala Lello Radice per motivi più che giustificati, ma ben incarnato dal bravissimo amico e attore Ernesto Lama, che ha sottolineato la presenza di tante attrici che metteranno pepe nel cartellone. Mi piace Andrea Sannino, un artista che quasi s’imbarazza a stare in un cartellone di grandi nomi, un giovane semplice e timido che annovera Raffaele Viviani tra i suoi autori preferiti “…per come raccontava le storie degli ultimi”. Deve essere stato quest’ultimo ad ispirargli “Uànema” , lo spettacolo musicale che porterà qui e che racconta la meraviglia di essere napoletani… di quelli che non sanno piangersi addosso.

Mi ha emozionata Giorgia Radice, perché appartiene a quella categoria di giovani che c’è, sono anni che la vedo crescere in questo teatro, attenta ai consigli di papà, gentile, educata, umile, bella di quella bellezza non apparente, una bellezza non “social” ma che traspare dalle cose che dice “non amo parlare davanti alla platea ma voglio ringraziare, soprattutto a nome di mio padre, tutti quelli che ci sostengono di anno in anno nel portare avanti questa battaglia culturale”.

Ci sono uomini che portano avanti battaglie proprie, con ostinazione, testardaggine e convinzione, sono uomini che costruiscono nel tempo idee che danno nuove dimensioni a pensieri che altrimenti sarebbero rimasti rinchiusi nei cassetti dei progetti irrealizzati. Mi piace pensare che il 20 ottobre prossimo, quando si accenderanno i fari sul palcoscenico del Supercinema e Lello Radice come sempre spazzerà continuamente il tappeto rosso, in attesa che venga calpestato dagli spettatori, in ogni maniacale gesto di pulitura, sorriderà tra sé sapendo di esserci riuscito di nuovo, al di là delle tempeste, battagliero come sempre, perché è grazie a lui se il sipario si alzerà e il teatro stabiese è ancora vivo.

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