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Tony Martin: Sogni fatti per danzare

Tony Martin | © Corbo Michela

Un giorno in redazione, intervista di un’allieva al suo maestro di danza.

Prima della consueta lezione il M° Tony Martin spiega all’allieva Michela la differenza tra genio e danza: la madre di tutte le arti.

Da Rudoph Nureyev ad Anbeta Toromani si nasce con le ali ai piedi o questi geni sono frutto della determinazione e del duro lavoro?
Rudoph Nureyev è stato una rivelazione per la danza maschile, elevando il ruolo del danzatore da accompagnatore, rispetto alla danzatrice, a protagonista.

Secondo lei chi è la ballerina italiana che esprime meglio la danza classica?
In questo momento dico Petra Conti che è la stella della scala di Milano.

L’esibizione è l’espressione massima della danza o la più grande paura di un ballerino?
Un pò e un pò, a paura intesa come tensione è una componente dell’ emozione. quando diventa adrenalina nasce l’emozione che rapisce il pubblico. se danzi con freddezza e distacco non trasmetterai mai alcuna emozione.

Molti bravi danzatori appartengono ai paesi dell’est, come mai?
Perché lavorando in scuole molto rigide alla danza viene attribuito un valore ed uno spessore maggiore rispetto al resto. Nei paesi dell’est la danza ha lo stesso valore che per noi può avere il calcio, è amatissima! Ma lo studio della tecnica non ammette debolezze, solo ferrea disciplina.

Molti bravi danzatori appartengono ai paesi dell’est, come mai?
Perché lavorando in scuole molto rigide alla danza viene attribuito un valore ed uno spessore maggiore rispetto al resto. Nei paesi dell’est la danza ha lo stesso valore che per noi può avere il calcio, è amatissima! Ma lo studio della tecnica non ammette debolezze, solo ferrea disciplina.

Lei e la danza: ballerini si nasce o si diventa?
Il talento, che fa di te l’etoile, la prima ballerina, nasce con te. Se ce l’hai sei fortunata, sei già a metà percorso. Ma chi nasce senza talento può comunque diventare un bravo “operaio della danza”.

Che sensazioni prova quando danza?
Quando danzavo! Devo molto alla danza, il miglior investimento mai fatto, ho dato cento e mi è stato restituito dal pubblico il 200%.

Qual’è stato il momento determinante della sua carriera?
Più di uno. A 16 anni ballavo al teatro dell’opera di Roma. Successivamente ho lavorato con le sorelle kessler e da li il mio percorso televisivo è stato più forte di quello teatrale. Allora era una grande televisione e se non eri un ballerino eccezionale non entravi in nessun corpo di ballo. Oggi preferisco dedicarmi all’insegnamento e sulla scena interpretare ruoli adatti alla mia età.

Perché non ha concentrato tutto solo sulla sua carriera? Non crede di aver rubato qualcosa a se stesso?
No, adesso ti sembra che non scenderai mai dalle punte,ma col tempo capirai che ci risali ogni volta che insegni la tecnica: per questo insegno a te e agli altri!

L’esibizione che le ha lasciato il segno? La prima esibizione fatta quando ho perso il mio primo fan: mio padre, il mio pilastro. Mi trovavo ad esibirmi nel musical “Elisabeth”ed interpretavo la morte, un ruolo molto forte per me. A fine spettacolo ho sentito lui accanto a me. Un’emozione incredibile!.

La musica e la danza sono un binomio imprescindibile, cosa crea l’armonia tra suono e movimento?
Il rispetto reciproco tra l’uno e l’altro, affonchè la musica non prevalga sulla danza e viceversa.

Credere nei sogni o arrendersi alla realtà? Tradisci tutto ma non i tuoi sogni! Mai arrendersi, capito!

Veronica Maya, questo mese intervistata da Sei Periodico, la ricorda con affetto, le manda un saluto?
Le faccio gli auguri per la sua seconda gravidanza. E’ un’artista bravissima che ha sempre rispettato la danza. Ciao Veronica!

E per finire un consiglio a tutti i bimbi che vogliono accostarsi al mondo della danza, quando è giusto cominciare?
Già dai 3 ai 4 anni, affidando il bimbo o la bambina a professionisti competenti perché la danza fatta male è distruttiva.

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