123 Views |  Like

Totò: centodieci e lode

Il principe Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfiro-genito Gagliardi de Curtis di Bisanzio conosciuto a Napoli semplicemente come Totò il “principe della risata”, dal 5 aprile è diventato dottore!

L’Università Federico II di Napoli, su proposta dello showman Renzo Arbore, ha conferito all’artista il titolo accademico honoris causa in “Discipline dello spettacolo”. In una dettagliata laudatio academica, Arbore ha ripercorso le tappe della carriera del principe della risata: dal café chantant, al varietà, passando per la rivista, il teatro, il teatrino e il teatrone, ma anche il cinema, il cinemino e il cinemone, fino all’incontro con Pasolini, “Totò – ha detto Arbore – ha cavalcato tutte le sfaccettature della recitazione e dell’umorismo”. Chissà se concorderebbe con le parole di sua nipote Elena Anticoli, presente alla cerimonia, che ha testualmente detto: – Questa “Laura”, come direbbe nonno, è una rivincita, un riconoscimento con il quale gli viene restituita un po’ di quella gioia che da mezzo secolo lui regala a noi -. Nella gremita Aula Magna della Federico II erano pre- senti le maggiori cariche istituzionali (dal Ministro della Cultura Dario Franceschini al governatore della Regione Vincenzo De Luca fino al Sindaco Luigi de Magistris) e, tra ricordi e attestazioni di stima, ognuno ha espresso l’unicità di questo grande artista, che nel mondo rappresenta un simbolo e per Napoli è un patrimonio. Grande artista e uomo di gran valore, umile e generoso al punto da donare milioni di lire al suo avvocato per difendere la povera gente. Fu proprio la sua sofferenza il propulsore della sua generosità, infatti Totò nacque povero e visse tale nel Rione Sanità, uno dei quartieri più poveri di Napoli. Figlio della giovanissima popolana Anna Clemente e del marchese Giuseppe De Curtis che non ebbe il coraggio di riconoscerne la paternità, (lo fece solo nel 1929 quando Totò aveva già raggiunto il successo). Fu un uomo che non dimenticò mai la miseria vissuta dalla nascita. Divenuto famoso spesso si recava nel Rione Sanità e, mentre tutti dormivano, metteva delle banconote da 10.000 lire sotto l’uscio delle porte”. Finalmente una laurea che accorcia le distanze di quel mondo intellettuale che, quando era in vita Totò, lo ha snobbato non riconoscendo la sua satira di costume e nemmeno la sua poesia. Il 15 aprile ricorre il 50° anniversario dalla sua morte e finalmente il giovanotto da lassù potrà dire di aver messo la testa al solito posto cioè …sul collo, innalzando al Cielo la sua… “Laura”!

Leggi l’articolo su Sei periodico aprile

Please follow and like us: