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Un torroncino alla fidanzata, perché regalarlo?

Tra leggende, tradizioni e dolci torroncini, la festa di Ognissanti si veste di romanticismo.

 

Ogni stabiese lo sa, il giorno di Ognissanti è tradizione regalare un torroncino alla propria amata ed ecco che, nei giorni che precedono la festività, le vetrine di pasticcerie, bar e panetterie diventano un trionfo di cuori colorati e decorati con perline d’argento o teneri fiorellini. Dalle tradizioni, si sa, difficilmente si scappa e quella di Ognissanti vuole che nelle case di ogni ragazza stabiese arrivi un torroncino, meglio se con una frase romantica che sottolinei l’importanza dell’unione col fidanzato. Le pasticcerie, in questa mattinata speciale, si affollano di maschietti di tutte le età perché il torroncino ormai si regala anche a mamme, sorelle, figlie, suocere; i più creativi arrivano muniti di foglio con la frase ad hoc per la fidanzata, nessun problema invece per quelli meno fantasiosi: sarà la pasticceria a fornire una rosa di pensieri tra cui scovare quello più indicato per l’occasione. Ma perché si regala il torroncino alla fidanzata il giorno di Ognissanti? Questa è la domanda che mi ha posto un lettore quest’oggi, ebbene per dargli una risposta bisogna tornare indietro nel tempo ad oltre un secolo fa. In tutta la Campania il torrone è un dolce che si preparava anticamente in occasione della commemorazione dei defunti. La leggenda vuole che in questa triste ricorrenza i nostri defunti facciano ritorno tra i loro cari, e che i parenti gli facciano trovare frutta secca, agrumi e torrone per gioire di questo incontro ultraterreno. Infatti il torroncino viene definito “…dei morti” proprio perché dedicato a loro, questo dolce si portava al cimitero per trascorrere il 2 novembre con i defunti. Solo a Castellammare la tradizione prendeva una piega anche romantica e ogni ragazza fidanzata si vedeva recapitare questo dolce il 1° di novembre quale augurio di buona salute. A quei tempi le classi sociali erano molto ben distinte rispetto ai giorni nostri e, mentre i ricchi potevano affermare il loro potere attraverso matrimoni combinati che univano oltre le persone anche le ricchezze di intere famiglie, i poveri avevano una sola ricchezza definita “di sangue” cioè la capacità di avere una progenie numerosa. Una ragazza da marito doveva essere in buona salute perché, dopo le nozze, avrebbe dovuto sfornare tanti bambini e crescerli, i figli rappresentavano le future braccia per la coltivazione nei campi, il raccolto era la ricchezza dei contadini. Essendo il torrone un dolce particolarmente energetico, regalarlo alla fidanzata era un augurio di forza e prosperità oltre che una promessa di matrimonio perché rafforzava l’intenzione di portarla all’altare. Oggi sicuramente le motivazioni che si legano a questa tradizione sono cambiate rispetto ad un tempo ma l’usanza romantica tutta stabiese resta. Per i ritardatari la tradizione si veste di una certa tolleranza e ancora fino a domani è possibile rimediare alla dimenticanza regalando un torroncino alle vostre donne.

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