Veronica Maya | ©Pina Longobardi

Veronica Maya è una di quelle ragazze con cui ti va di passare il pomeriggio intero a chiacchierare sorseggiando tisane. Ha appena finito un’intervista con la bravissima Mara Venier per “La vita in diretta”, si concede alle pagine di SEI PERIODICO perché ha ancora tanta voglia di parlare. I suoi bellissimi occhi emanano una “luce speciale”, ci confida che custodisce in sé un tesoro, ha accanto a sé Marco e Riccardo con la zazzera biondo oro mi sembra la scultura mobile di un angelo, la nostra oretta scorre veloce tra ricordi d’infanzia, obiettivi raggiunti e sogni nel cassetto.

Veronica ballerina che ha appeso le scarpette al chiodo o ritornerà alla danza?
Ho danzato per diciotto anni ma è una disciplina che si comincia da piccoli e raggiunge il picco in gioventù, poi ad un certo punto capisci che non puoi più dare a certi ritmi. Credo di avere dato il meglio di me stessa negli anni in cui l’ho praticata. Oggi amo la danza come allora e la considero un valore aggiunto nella mia professione, amo molto esibirmi in qualche balletto ma la considero una piccola parentesi nella mia nuova dimensione di conduttrice.

Forse non tutti sanno che sei nata a Parigi, da mamma e papà italiani, proprio il 14 luglio mentre la città festeggiava l’anniversario della Rivoluzione Francese, sei una donna battagliera o diplomatica?
Sono un’indole rivoluzionaria, credo che nella vita bisogni combattere sempre con passione per i propri obiettivi e per le persone e valori in cui crediamo, ma non disdegno una buona dose di diplomazia, talvolta risolve più un atto diplomatico di un’aspra lotta, l’importante è non smettere mai di credere in se stessi.

Il grande pubblico ti identifica come padrona assoluta di “Verdetto Finale” ma la tua carriera vanta tante altre positive esperienze nate dalla magica alchimia di una mamma regista teatrale ed un papà esperto ristoratore. Quando ha contato la tua infanzia verso la tua passione per l’arte?
Tantissimo mio padre, ha sempre avuto una grande passione per la cucina ed io l’ho ereditata, è un uomo pragmatico una dote che ho assimilato e mi è servita nella mia professione, la mia mamma, essendo una regista teatrale, è una grande organizzatrice, la sua sensibilità le permette di proiettarsi in avanti rispetto agli altri e valutare in anticipo il risultato finale di un lavoro teatrale. Immaginatevi adesso una bimba che cresce con due grandi persone come loro, ho respirato gli odori e i sapori di due arti completamente diverse cucina e teatro ed è stato sicuramente un grande vantaggio averlo potuto fare nel calore e affetto della mia famiglia.

Ballerina, soubrette, attrice, conduttrice qual è il ruolo che ti appartiene di più?
Oggi mi sento in assoluto una conduttrice.

Se dovessi scegliere tra le varie esperienze artistiche vissute, quale ti ha dato maggiori soddisfazioni e ti ha “consacrata” nel mondo dello spettacolo?
Una domanda difficile! La mia carriera ha attraversato una serie di passaggi che mi hanno arricchita molto, “Stella del Sud” è però quella che mi ha dato l’opportunità di viaggiare ed esplorare oltre 50 paesi diversi nel mondo, sicuramente vedere gli usi e i costumi dei popoli arricchisce di più rispetto a limitarsi a studiarli.

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