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Woody Allen? Si accorgerà di me e… cancellerà il numero.

© Pina Longobardi | Sei Periodico

Paolo Caiazzo, cabarettista e attore di teatro, qual’è il palcoscenico che le appartiene di più?

Sono due corde della mia comicità che coltivo contemporaneamente e spesso mi diverte intrecciarle.

Tonino Cardamone giovane in pensione, ‘Ndo turista giapponese vittima di continui furti, papà Paolo alle prese con la figlioletta Claudia. C’è per caso tra questi il suo alter ego?

In tutti c’è un alter ego, in tutti c’è un pò di me. L’osservazione satirica in Cardamone, l’anima fumettistica nel Giapponese e l’animo responsabile e giocoso in papà Paolo. In pratica non sono loro ad influenzare me, ma l’esatto contrario. Per questo sono legati a tutti loro. Un personaggio è una tua creazione, un tuo figlio e quindi un pò ti assomiglia.

Napoli è la patria di tantissimi comici dal grande Totò al compianto Massimo Troisi, ecco di questi due grandi personaggi cosa le assomiglia di più, l’arte dell’improvvisazione di Totò o l’umorismo melanconico di Troisi?

Sono due mostri sacri della nostra tradizione ed ogni comico fa inevitabilmente riferimento a loro. In ogni piccola battuta c’è qualcosa che ricorda il loro modo di divertire il pubblico, è difficile evitarlo. Per Totò risulta quasi impossibile. Ogni volta che fai o scrivi qualcosa ti accorgi che c’era arrivato anni prima. Per Troisi il discorso è anche geograficamente affettivo visto che sono cresciuto nella sua stessa cittadina. Far ridere essendo apparentemente triste è qualcosa che è riuscita a pochi artisti nella storia e Massimo era tra questi. Mi fa piacere l’accostamento a questi due nomi, ma non scherziamo quelli erano di un altro pianeta!

Immaginiamo che è un tranquillo pomeriggio di primavera, lei è a casa e squilla il telefono, risponde e dall’altra parte il produttore di Woody Allen, le offre una parte nel prossimo film che girerà nel 2013. La sua prima reazione non appena riattacca?

Beh… la prima cosa che penserei è: vediamo chi mi ha tirato questo scherzo. D’altronde il nome di Woody Allen è legato cinematograficamente a Roberto Benigni ultimamente, e anche qui stiamo parlando di un genio della comicità. Ma prima o poi  Mr Allen si accorgerà di me e… cancellerà il numero.

Il suo ultimo lavoro teatrale, che l’ha vista nelle vesti di regista “3 Donne per 2 Separati” in scena al Teatro Acacia è appena terminato, prossimi progetti in cantiere?

Sono felicissimo per la riuscita di questa commedia dove affronto tragicomicamente il dramma dei separati in Italia e spero di portarla fuori dai confini regionali. Stiamo lavorando per questo ed incrociamo le dita. Poi di progetti in cantiere ce ne sono tanti ma, da buon napoletano, per una questione scaramantica, non vorrei parlarne.

Nei panni di Tonino Cardamone lei si chiede: “Il mondo è pieno di piccole e grandi follie… ma allora i matti quali sono?”, i lettori di Sei Periodico vogliono sapere Paolo Caiazzo che risposta da al quesito di Tonino Cardamone.

In ognuno di noi c’è un “pizzico di follia”, è un optional di serie fornito col nostro cervello. C’è chi tenta di nasconderlo, chi lo doma e chi lo sfrutta come Tonino Cardamone. L’importante è che quel pizzico sia di sana follia. Se ognuno riuscisse ad usarla nella maniera giusta aiuterebbe addirittura a vivere meglio con se stesso e con gli altri.

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