Adescamenti on-line, quando il pericolo è #restareacasa

Adescamenti on-line, quando il pericolo è #restareacasa

Le favole ci hanno insegnato che dietro il mondo fantastico di bambini e ragazzini esistono lupi e streghe malvagie che ambiscono a divorare o distruggere bambini innocenti e fanciulle inermi. 

© Pina Longobardi | Sei Agenzia

 Le favole insegnano anche che non sempre i cattivi prevalgono sui buoni e che le esperienze, anche quelle più drammatiche si possono superare grazie all’aiuto e alle proprie risorse.
Oggi lottiamo tutti contro un “cattivo” che ci costringe a rivedere il nostro tempo e nell’attesa del tempo che passa il 61% del tempo degli italiani è ingannato sul web. Tra questi usufruitori il 66% degli utenti è composto da ragazzi tra i 13-17 anni. Un terreno fertile per gli adescatori della rete che si sono visti affollare le opportunità.
Ragazzine convinte a fotografarsi nude, ragazzini convinti ad accendere la webcam per poi ritrovarsi in giochi subdoli dove attraverso lo scambio di immagini, filmati e videochiamate si ritrovano vittime di furti di immagini a contenuto sessuale, della diffusione delle stesse, soprattutto di minori, e l’aumento dei reati predatori nei confronti di questi ultimi, dal revenge porn alla sexual extortion.
Inizialmente l’adescatore instaura un rapporto amichevole con la vittima facendo leva su interessi comuni come ad esempio musica, attori o attrici preferiti, serie televisive, il gioco è essere un premuroso e attento ascoltatore nel frattempo che raccoglie quante più informazioni possibili.
Una volta ottenuta l’attenzione della vittima, il predatore si assicura che la vittima usi dispositivi personali e che, durante la conversazione, sia in cameretta o in bagno da solo, si assicura sempre che i genitori non siano presenti o non la stiano controllando, magari si informa su orari tranquilli in cui poter “conversare” senza interruzioni.
Inizia così una fase di esclusività in cui il predatore mette al centro della conversazione la vittima, la fa parlare, la consiglia, la elogia, imposta una relazione in cui ella sente di stare al sicuro.
Una volta guadagnata la sua fiducia l’adescatore si mostra romantico e innamorato, giocherellone se ha davanti un bambino e spinge la vittima a inviare scatti, video o a fare videochiamate, rassicurandolo che il materiale sarà autodistrutto o che si tratta di un gioco molto bello.
I genitori si accorgono spesso a danno fatto che i loro figli sono vittime di questi cyber criminali anche perché non esiste un dialogo relativamente a questi pericoli e paradossalmente gli stessi adulti sono spesso incauti nel condividere informazioni sui figli, esponendoli al pericolo. Se vi accorgete che i vostri figli sono tristi, eccitati, agitati, aggressivi o insolitamente isolati, sempre attaccati allo smartphone o al pc. Se vi rendete conto che non hanno più voglia di uscire o posseggono oggetti nuovi, cominciate ad indagare. In questi giorni di reclusione monitorate il tempo trascorso sul web e assicuratevi di aver attivato i filtri dal parental control del vostro modem.
Non abbiate paura di interrogarli o di farvi aiutare da amici e fratelli, i ragazzini spesso hanno solo bisogno che qualcuno scopra il gioco quando orami è per loro diventato insostenibile. Recuperate le conversazioni, anche obbligando i ragazzi se necessario, e rivolgetevi alla polizia postale, aiutando la vittima col giusto supporto psicologico.

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