Antonio Grosso: lo spettacolo deve continuare.

Antonio Grosso: lo spettacolo deve continuare.

Ha girato assieme ad alcuni amici  “Il Boss del Teatro”, una miniserie in onda sul web visibili su YouTube e anche sulla pagina Facebook “Il Boss del Teatro”. In questo momento così difficile l’attore Antonio Grosso pensa al futuro mentre ricorda il suo grande amico Lello Radice: “Al di là dei miei affetti più cari mi manca il mio grande amico Lello Radice, un attore dalla grande presenza scenica, un uomo senza mezze misure, una perdita che ancora non accetto”.

© Pina Longobardi | Sei Agenzia

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Ciao Antonio è da un po’ che non ci sentiamo, mi racconti questa breve follia che gira su i social e che ti vede protagonista?
Ho girato assieme ad alcuni amici “Il Boss del Teatro”, una miniserie in onda sul web dal 1° aprile per cinque settimane. Un testo buttato giù da me e Pierpaolo Piciarelli, su un’idea che avevamo io e Ariele Vincenti. Abbiamo pensato di prendere in giro un po’ tutti i colleghi e con tono leggero denunciare un pò certi aspetti che coinvolgono le compagnie teatrali e i teatri stessi, tipo la suddivisione delle zone delle compagnie in base ai teatri presenti. È una storia folle e sopra le righe. Il linguaggio è nudo e crudo, certe volte volgare alla stessa stregua di Gomorra o Romanzo Criminale. La miniserie la vedo un pò un incrocio tra Boris e Gomorra. Le puntate saranno visibili su YouTube e anche sulla pagina Facebook “Il Boss del Teatro”, durano cinque minuti e coinvolgono tanti bravi attori napoletani quali: Ninì Bruschetta, Biagio Izzo, Sebastiano Somma, Antonello Pascale, Anna Malvica e tanti altri.

Quando e dove lo avete girato?
Abbiamo girato 18 mesi fa a Roma tra San Paolo e la Garbatella.

Che attore ami essere in questi anni di maturità?
A me piace recitare cose belle, quelle che sento mi appartengono, certo se c’è un’ironia di fondo che alleggerisce un luogo comune o un dramma mi fa piacere.

Che spettatore invece sei?
Amo le storie drammatiche, gli spettacoli belli e avvincenti.

Dove hai lasciato il tuo mondo prima che si fermasse tutto quanto?
Stavo in tournée con “I soliti ignoti”. Eravamo a Lecce e ci hanno detto di ritornare a casa perché il governo chiudeva tutti i teatri.

La prima cosa che farai quanto ritorneremo alla normalità?
Cercherò di ripartire da dove abbiamo lasciato, gli attori non hanno vita facile, siamo un settore perennemente precario.

Si ma ritorneremo alla normalità?
Spero di si. Se non si ritorna il teatro è morto.

In qualità di autore di testi teatrali questa esperienza ti sta facendo elaborare qualche storia da raccontare?
Non trovo giusto scrivere ora su questa cosa, non dimentichiamoci che sono morte e moriranno tantissime persone nel mondo. Mi sembrerebbe di sfruttare la tragedia e l’arte non ne ricaverebbe nulla di buono da un dolore così recente. Ora come ora lavoro e termino i miei progetti in sospeso.

Chi ti manca in questo momento?
Al di là dei miei affetti più cari mi manca il mio grande amico Lello Radice, un attore sopra le righe dalla grande presenza scenica, un uomo senza mezze misure, una pagina della mia vita che ancora non accetto. Con lui ho prodotto “Maradona è meglio ‘e Pelé” che ebbe una menzione al Festival di Todi e insieme abbiamo recitato ne “L’invisibile che c’è”. Al di là delle scene Lello era un mio amico e mentore, vorrei chiamarlo in questi giorni perché lui sapeva trovare sempre le parole giuste nei momenti difficili. Ci etichettavamo con soprannomi irripetibili, era un fratello, un amico e anche un gran rompiballe di quelli che, se sapeva che stavi in difficoltà, metteva tutto da parte e correva ad aiutarti. Spero che ci guardi da lassù.

l critico Simone Pacini ha detto che il teatro in video è brutto noioso e nessuno lo guarda…
In parte ha ragione il teatro non si fa in tv, però in questo momento tiene compagnia, distoglie dalle brutte notizie, tiene allenati gli attori. Ben venga ora ciò che fa compagnia soprattutto per le persone anziane che sanno usare i social. Evitare però le cose drammatiche e seriose, organizzate più per autoreferenzialità che per intrattenimento, non serve, occorre dare leggerezza.

Come sopravvive un attore abituato ai suoi tour e all’adrenalina che trasmette il pubblico, chiuso nella propria abitazione?
Indubbiamente sono emozioni che mancano ma vediamo il lato buono delle cose, ho una figlia che lunedì 13 aprile compie un anno e ho accanto la mia compagna, mi godo la famiglia come mai avrei immaginato. Studio, tiro fuori progetti dal cassetto, elaboro e faccio il papà. Io sono ottimista e ti lascio con un a presto rivederci.

 

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