Chi muore per la vita non può essere chiamato morto.

"Chi muore per la vita non può essere chiamato morto"

Coronavirus, l’arrivo a Fiumicino dei medici mandati da Cuba in aiuto all’Italia. Si sposteranno in Lombardia per dare supporto ai colleghi italiani.

È atterrata all’aeroporto di Malpensa poco dopo le 18 la delegazione capitanata dal dottor Carlos Pérez Días, direttore dell’ospedale “Joaquín Albarrán”, composta da 52 esperti “prestati” da Cuba all’Italia e che lavoreranno per il nostro Paese nelle zone più colpite dal Covid-19. Il gruppo composto da 37 medici (23 specialisti in medicina generale integrale “Mgi”, 3 pneumologi, 3 intensivisti, 3 specialisti in malattie infettive e 3 specialisti di emergenza) e 15 infermieri (7 intensivisti e 8 specializzati in emergenze) con esperienza nelle emergenze sanitarie in vari paesi, raggiungerà stasera Crema. Ad accoglierli a Malpensa erano presenti, per la Regione, il vicepresidente Fabrizio Sala, l’assessore regionale al Territorio e Protezione Civile Pietro Foroni, il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia Alan Christian Rizzi, l’ambasciatore cubano in Italia e poi applausi sentiti e grida di incoraggiamento da parte delle persone presenti nel Terminal ad attenderli. È un gesto non solo umanitario ma professionale. L’alta prestazione medica della sanità cubana è nota in tutto il mondo alcuni dei quali anche nel confronto con l’epidemia di Ebola nel 2014 in Africa. La brigata poterà con sé, scorte di un farmaco interferone Alfa B2 che a parere di molti medici, anche italiani, usato in combinazione con un antiretrovirale simile a quelli messi in campo per l’HIV, risulta essere finora il più efficace nel trattamento del Covid-19. È stato utilizzato in Cina e in Corea del Sud. “Lavoreremo senza sosta per combattere l’epidemia di Covid-19, insieme al personale sanitario italiano che si sta confrontando con le difficoltà della pandemia”, ha dichiarato uno dei medici cubani prima di prendere l’aereo che lo ha portato in Italia, sottolineando che “è come combattere l’ebola”. “La paura fa parte dell’essere umano, tutti abbiamo paura di qualcosa, però è proprio questo il coraggio: confrontarsi con qualcosa di cui abbiamo paura. Quando c’è in gioco la vita, la paura si fa da parte”.

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