Covid-19, l’epidemia virale più pericolosa dei nostri tempi.

Alle ore 12 del 24 febbraio sono 219 le persone contagiate dal dal nuovo coronavirus Sars-CoV-2 in Italia.
Di queste 6 persone sono decedute e una persona è guarita.

Questi i dati ufficiali comunicati oggi nella conferenza delle ore 12 dal Commissario per l’emergenza della Protezione Civile, Angelo Borrelli.
Delle 213 persone in osservazione, 99 sono ricoverate con sintomi, 23 sono in terapia intensiva e 91 sono in isolamento domiciliare. Nelle singole regioni ad oggi abbiamo, secondo i dati aggiornati ad oggi dalla Protezione Civile: 167 contagiati in Lombardia, 26 in Veneto, 18 in Emilia Romagna e 4 in Piemonte. L’Italia assomiglia sempre di più ad una Nazione che sta per entrare in guerra: dagli scaffali depredati dai consumatori per le provviste alimentari alle mascherine chirurgiche introvabili, passando poi per la speculazione sui prezzi indecenti dei disinfettanti per le mani. Su Amazon una confezione di gel disinfettante mani di appena 80 ml costa oltre € 25,00! Il Coronavirus apre una nuova era quella dell’infodemia (termine coniato dall’OMS) ossia una sovrabbondanza di informazioni, alcune reali ed altre montate appunto per orientare ideologie e acquisti, che stanno mandando in “crash” gli italiani che non sanno più a chi ascoltare.
Ormai basta vedere un paio di occhi a mandorla o una persona che starnutisce per sentirci vittime di untori del virus proveniente dalla Cina.
A tutte le ore del giorno e della notte notiziari, talk show e social media ci propinano immagini di autoambulanze, città deserte, scaffali vuoti, persone il cui volto è nascosto da mascherine chirurgiche e altre che in “tute anticontagio” che presidiano città e ospedali. Scene da film con finali catastrofici ma è davvero così?
Il dato certo è che in Europa il paese col più alto numero di contagi ad oggi risulta essere proprio l’Italia nonostante dal 30 gennaio scorso, sono stati bloccati tutti i voli da e per la Cina per 90 giorni, oltre a quelli provenienti da Wuhan, già sospesi dalla Cina stessa.
Com’è potuto succedere quindi che proprio in Italia siano sbarcati il maggior numero di casi? A quanto pare nel sistema di controllo messo su dal Ministero della Salute non è stato previsto il controllo dei voli provenienti dagli scali e che atterravano a Fiumicino così come non si è pensato di controllare le autostrade, soprattutto i turisti che sono entrati sul territorio. La paura è giustificata anche se eccessivamente amplificata da chi ha il solo scopo di confondere per convenienza.
Infatti più veloci e contagiose nel coronavirus le fake news imperversano in rete, basta digitare su Google “coronavirus”, per trovarvi qualcosa come un miliardo e 290 milioni di risultati. Fare chiarezza in questo momento è fondamentale per prima cosa non bisogna credere a tutto quello che circola in rete perché si perde la lucidità esattamente come quando, invece di andare dal medico, controlliamo un nostro sintomo in rete. L’OMS ha  preparato un vademecum in cui smentisce alcune credenze e notizie  che in questi giorni hanno fatto il giro dei social e,  purtroppo in più d’un caso, riprese anche dai media. Qualche esempio? La storia che vuole che cani e gatti possano essere infettati dal virus. Allo stato attuale non ci sono, in realtà, prove che gli animali da compagnia possano essere colpiti dal coronavirus. Da sfatare anche la voce che pacchi e lettere recapitati dalla Cina possano creare contagio. Gli esperti chiariscono che i coronavirus non sopravvivono a lungo su oggetti come quelli citati.  Priva di fondamento anche l’affermazione che sia pericoloso mangiare cinese: il virus non si trasmette per via alimentare, e in Europa è vietata l’importazione di animali vivi e di carne cruda dalla Cina. E’ altrettanto falso che il virus possa essere ucciso con sciacqui orali di acqua salata o con acido acetico, aglio o acool. Lasciate perdere i complottisti che sostengono che il virus sia uscito da qualche laboratorio chimico, perché figlio di qualche pazzoide che intendeva minacciare il mondo con una virulenta guerra batteriologica. Essere cauti è saggio, allarmarsi no!
Di coronavirus non si muore esattamente come non si muore per l’influenza stagionale, vero è però che alcune categorie di persone sono particolarmente vulnerabili a questo virus perché hanno un sistema immunitario ancora immaturo o vulnerabile quali bambini, anziani e malati cronici. Insomma il rischio di propagarsi nella popolazione sana c’è ma è basso, molto simile a quello dell’influenza stagionale (1,5-3%), considerate che il rischio di essere contagiati dal morbillo ha un tasso del 7%.
Come prevenire l’infezione? Seguendo tutte le info presenti sul sito del Mistero della Salute (www.salute.gov.it) se si teme poi di essere stati contagiati non andare dal medico o in ospedale ma servirsi del TRIAGE Telefonico col proprio medico di base che eventualmente potrà intervenire al vostro domicilio, con adeguata protezione o chiamare i telefoni predisposti per questa emergenza ai numeri 112 o 1500. Dal 22 febbraio, tutti i medici di famiglia potranno attenersi ad una scheda per la valutazione dei sintomi inviata dalla Federazione Italiana Medici di medicina generale. Sarà il medico a stabilire, in caso di forte sospetto, se debba intervenire un’ambulanza che seguirà tutti i protocolli operativi per il ricovero, i meccanismi di isolamento e le cure assistenziali. Intanto è stato deciso di tenere chiuse le scuole in Lombardia, Piemonte e Veneto. A Venezia il sindaco Zaia ha firmato un ordinanza per chiudere il Carnevale di Venezia, chiese, musei centri di aggregazione. Le ripercussioni economiche purtroppo iniziano a farsi sentire: cinema e musei per paura del contagio vedono gli incassi a picco soprattutto nelle regioni del Nord, sospese tutte le gite scolastiche e persino la Serie A si è fermata per evitare il dilagarsi dell’infezione. Intanto Trenitalia informa i viaggiatori che per i biglietti acquistati prima del 23 febbraio provvederà ad emettere rimborsi su richiesta dei viaggiatori, stessa decisione è stata presa da Italo per quelli fino al 1° marzo. Come sempre gli sciacalli sono in agguato, attenti ai finti operatori che, spacciandosi per paramedici, chiamano per fare tamponi a domicilio obbligatori. Intanto è notizia di oggi che la commissione UE, visto l’aumento dei casi sul territorio italiano è pronta a fornire ogni supporto per fronteggiare le emergenze e ha stanziato 230 milioni di euro per aiutare la lotta globale contro la diffusione del virus.

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