Giuseppe Zeno: Il Male suscita …fascino

“Cuore azzurro, Anima di mare”

Lo guardo nei suoi begli occhi verdi e mi dico che dopotutto questo lavoro ha i suoi vantaggi. Giuseppe Zeno ha il fascino del bello è dannato per poi scoprire che dannato non è. Ha rifiutato la vita di mare per diventare un attore mentre l’idea di una famiglia si fa spazio nella mente.

Finalmente riesco ad intervistarti, ciao Giuseppe, allora partiamo dalle origini, come sei diventato attore?
Mio padre aveva un peschereccio e ha proseguito il mestiere di mio nonno, pescatore di gamberi e mia madre è una casalinga. Da bambino d’estate spesso trascorrevo le notti in mezzo al mare con mio loro. A dieci anni da Cercola ci trasferimmo in Calabria e li ho studiato fino a diplomarmi Capitano di Lungo Corso all’Istituto nautico di Pizzo Calabro.

Come hanno preso la tua decisione?
All’inizio erano contrari, io leggevo i grandi drammaturghi dell’800, studiavo il teatro Eduardiano e mi appassionavo alla storia del cinema e mio padre mi vedeva a proseguire l’attività. Testardo mi iscrissi all’Accademia di Arte, drammatica di Palmi in Calabria, tre anni di studio intenso e poi mi sono trasferito a Roma dove ho fatto mille lavori pur di non pesare sulle spalle dei miei e provini su provini per cominciare ad entrare nell’ambiente. All’inizio tanto lavoro, molti spostamenti e spesso tanta delusione ma prima o poi qualcosa girava per il verso giusto e io costruivo su di essa.

Teatro, cinema e Tv cosa ti attira di più?
Sono 3 espressioni diverse della stessa arte, personalmente sono in sintonia con tutte, l’approccio è diverso e anche la visibilità che ne traggo. Vivo la popolarità dell’attore televisivo con la stessa appagante gratificazione del biglietto di congratulazioni o dei i fiori che ti arrivano nel camerino a teatro.

I ruoli istituzionali sembrano portarti bene, il pubblico ha amato Santi Fortebracci, regalandoti una bella popolarità ma in TV sembra quasi vincere il ruolo del cattivo bello e feroce, è questo che cerca il pubblico?
Guarda ti rispondo e mi faccio aiutare da Baudeleire, che ho da poco finito d’interpretare al S. Ferdinando a Napoli ne “Il compleanno di Baudleire” dove interpreto gli ultimi momenti di vita del poeta che ad un certo punto dice appunto che “il male suscita fascino”. Il cattivo intriga, appassiona, ci fa riflettere sui nostri lati oscuri ma alla fine il bene deve prevalere, non concordi?

Tra poco ti rivedremo in TV nella fiction “Le mani dentro la città” accanto a Simona Cavallari, mi parli un po’ del tuo ruolo?
Si, in questa primavera di sicuro. Io interpreto Michele Benvenuto, un poliziotto, di origini calabresi con problemi personali con la mafia, lotterà contro la ‘ndrangheta nella Milano di oggi. Benvenuto non conosce compromessi coi superiori e sarà coerente al concetto che per combattere questi clan camorristici deve ragionare con la cultura della sua terra. Taodue ha inteso fare una fiction a sfondo sociale e non solo intrattenimento.

In Tv, dopo il ruolo del buon Santi e del cattivo Malese, ti resta da fare ancora il brutto in quale ruolo di brutto di vedi?
Mi vedrei un Cyrano de Bergerac, una bella prova per un attore perché dovrei confrontarmi su un testo in rima e poi m’intriga come personaggio.

Giochiamo col lato fascinoso di Giuseppe: a cena con?
Charlize Theron, la trovo affascinante ed elegante.

La frase da non dire mai dopo aver fatto l’amore?
Ti riaccompagno a casa è stata una bella serata.

Le tre qualità che ti conquistano in una donna?
Complicità, comprensione e spirito di adattamento.

Un tuo pregio e un tuo difetto?
Sono determinato e quindi testardo.

Un tuo sogno nel cassetto?
Desidero avere una famiglia e dei figli e da professionista crescere professionalmente e confrontarmi con registi importanti come Gabriele Salvatores o Giuseppe Tornatore.

La tua ricetta della felicità?
Con questa domanda ritorno indietro ai miei primi tempi di attore quando giravo per Roma alla ricerca di energia positiva per resistere e non mollare. Spesso andavo a Campodeifiori a vedere gli artisti di strada e uno in particolare mi ripeteva sempre “Sii sempre te stesso e nessuno mai potrà dirti che stai sbagliando”.

La tua passione più grande?
Amo il mare, come tutti i napoletani, poi amo leggere e lo sport, preferisco una sera a casa con gli amici e sfuggo alla mondanità evitando il gossip.

Ultimo libro letto?
Lo spazio vuoto di Peter Brooke

Ultimo film?
La grande bellezza.

Dostoevskij ha detto che la coscienza è per l’uomo la più grande disgrazia perché è una malattia, al momento concordi con lui?
Si concordo. In tutti gli aspetti della mia vita mi pongo sempre molte domande, soprattutto in questo momento di decadenza di valori. Talvolta debbo operare delle scelte, cerco di evitare i compromessi, purtroppo questo mestiere talvolta di pone davanti a grandi dilemmi, sarebbe facile sfruttare il fascino e vivere di gossip piuttosto che lavorare su me stesso e costruirmi come uomo e attore. Ecco la mia coscienza mi suggerisce di scegliere sempre la strada meno facile per rispetto ai sacrifici, alle rinunce e anche alla mia famiglia che deve essere felice di me.

Saluti la prima donna della tua vita e un pensiero alle mie lettrici?
Mamma abbi fede, un giorno mi vedrai sistemato. Care lettrici, saluti e baci e seguitemi sempre.

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