Lello Radice: Ritratto di un attore

In una calda sera di settembre ho di fronte Lello Radice direttore artistico della stagione di prosa che comincia il 20 ottobre 2012 al teatro supercinema, davanti a due caffè il discorso perde subito i convenevoli e le formalità. Si accende una sigaretta e comincia a raccontarmi.

I primi passi li muove grazie al Centro Attività Teatrali di Italo Celoro ma, a spingerlo verso il teatro, è stato suo padre, un uomo attento ai ragazzi e alla cultura: “E’ stato lui a regalarmi la prima tamorra!”. Lello Radice segue per diversi anni il C.A.T., interpretando i ruoli più svariati, poi la svolta nel 1994 con Bruno Garofalo in “Festa al Borgo”, nel 1995 partecipa al Festival dei due mondi di Spoleto e poi a Delizie e Misteri Napoletani diretto da Armando Pugliese.

Col regista comincia un vero sodalizio e i ruoli di Radice diventano sempre più importanti da attore professionista. “La mia fortuna è stata quella di lavorare fin da subito con i grandi e ricoprire ruoli importanti appartenuti in passato ad Antonio Casagrande o a Gianfelice Imparato. Registi come Armando Pugliese, Luca de Filippo, Gianfelice Imparato e Nanni Moretti mi hanno dato l’opportunità di rubare il mestiere. La dote più importante per un attore sta nel vestirsi di umiltà. I grandi attori come Totò, Troisi, Benigni sanno da dove sono partiti e non si sentono mai arrivati.

Ai giovani talenti dico avvicinatevi a questo mondo con umiltà, è inutile scavalcare, imparate a distinguere la popolarità dal successo!”.

Lello è un uomo di gavetta da anni di teatro e cinema, condurrà la direzione artistica della stagione di prosa con capacità e competenza. Uno che non crede nella carriera facile: “Nel mondo dello spettacolo vive la gerarchia e non la meritocrazia! Si diventa artisti con l’esperienza, prescindendo dalle tue radici o dalle strade che hai percorso per arrivarci. Uno che mi ha aiutato è stato Gianfelice Imparato che mi cambiava le battute ogni sera, perché vedeva che io le mandavo a memoria. Un vero attore vive sempre la scena come se fosse la prima interpretazione – <Il teatro è qui ed ora> diceva il grande regista Carlo Cecchi.”

Finisce il nostro caffè, sono certa assisteremo ad una grande stagione teatrale, ho conosciuto un grande attore, di quelli che prima respirano la polvere del palcoscenico e poi ne osservano i riflettori accesi su di loro.

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