Coronavirus quando il Nord diventa Sud e …il Sud diventa Nord

Coronavirus quando il Nord diventa Sud
e ...il Sud diventa Nord

Dal Sud d’Italia al Sud del mondo, ai tempi del corona virus viene spontaneo chiedersi:
"se fosse stato colpito il Sud le conseguenze sarebbero state le stesse?".

L’Italia è il paese col maggior numero di contagiati in Europa e per qualche complottista il coronavirus sarebbe un’epidemia studiata a tavolino per affossare i paesi aderenti agli accordi derivanti dal patto stretto con la Cina per la “Nuova via della Seta” che vede l’Italia tra i primi partner in Europa. Circa un anno fa il presidente cinese Xi Jinping in visita ufficiale a Roma, firmò il memorandum con l’Italia per la Nuova via della Seta, l’accordo non piacque tanto alla Lega e fece storcere il naso agli Stati Uniti.

Ma cos’è la “Nuova via della Seta”? L’accordo Italia-Cina che serve  a sviluppare tutta una serie di infrastrutture di trasporto e di logistica, attraverso collegamenti terrestri (soprattutto ferroviari) e marittimi per un totale di sei grandi corridoi internazionali che collegano al meglio la Cina all’Asia Centrale e all’Europa. Il progetto nato nel 2013, prevede un investimento da parte della Cina di 1.000 miliardi di dollari. Oltre alle infrastrutture, gli accordi prevedono collaborazioni anche in ambito energetico e delle telecomunicazioni. Un accordo che per l’Italia ha previsto il solo potenziamento dei porti di Genova e Trieste e intese siglate con Unicredit e Intesa San Paolo oltre che con Fincantieri, Rina di Genova, Terna, Ansaldo, Snam, Italgas, Enel, Eni e il settore siderurgico Danieli. Circa un anno fa con la firma sul memorandum l’Italia si è portata a casa dieci accordi economici con il partner orientale ed è stata il primo paese membro del G7 a siglare un accordo con la Cina che avrebbe fortificato l’economia italiana al di là dell’Europa, al di là degli USA.

Al di là delle ipotesi di complotto che vedrebbero gli USA mettere in punizione Italia e Cina, bufale che fanno appeal in tempi di infodemia, lo scacco matto all’economia italiana c’è stato, tanto da indurre il Governo Conte a siglare, in queste ore, un decreto legge per le misure immediate di sostegno economico alle aree e settori produttivi delle zone rosse, localizzati soprattutto al Nord Italia.

Il Nord, il cuore produttivo dell’Italia, la Lombardia (la regione più colpita) si è infartuata a causa di un microscopico virus che l’ha costretta in quarantena. Eppure non è nemmeno di un anno fa il dossier di Eurostat che individua proprio a Milano (ma in effetti tutta la regione lombarda) tra quelle più ricche d’Europa, con un distacco abissale rispetto altre regioni della nazione. La Lombardia è la regione in cui le speranze di lavoro diventano prospettive, ricchezza, salario. Il Nord rispetto al Sud è il punto di riferimento del mercato lavorativo italiano.

Se il corona virus fosse sbarcato al Sud, l’impatto economico sarebbe stato diverso?

Nord e Sud Italia sono da sempre due nazioni in una, due facce opposte della stessa medaglia. Un contenitore a due scomparti stagni in cui viaggiano ricchezza e povertà, organizzazione e caos, legalità e illegalità, razzismo e integrazione, italiani di serie A e italiani di serie B.

E se il coronavirus fosse sbarcato al Sud l’impatto economico sarebbe stato inizialmente meno percepito, sicuramente non si sarebbero visti video di locali semi-vuoti e serrande abbassate perché quelli esistono già da prima dell’epidemia influenzale e gli ospedali sarebbero piombati nel caos totale. Eppure chi vive al sud è fortificato da sempre al “danno improvviso”, al piano B, ad essere dimenticato dalle istituzioni per essere ricordato poi puntualmente nei programmi elettorali dei più disparati partiti, anche quelli che da sempre avrebbero fatto del sud un grande ghetto in cui rinchiudere i meridionali.  Altra triste verità è che la discriminazione e l’ignoranza che fa tanto male agli amici del Nord, è il pane quotidiano per quelli del sud, da sempre etichettati come “colerosi”, “mafiosi”, “terroni”, “fannulloni”, “parassiti”. Stereotipi e pregiudizi che hanno condizionato l’uniformità dell’intera nazione, arrecando danno alla nazione stessa, perché la discriminazione non porta sviluppo ma solo disequilibrio.

Quest’Italia capovolta, che si riflette nello specchio dei suoi stereotipi, non ci voleva per le conseguenze economiche che riguarderanno tutti ma è uno spunto di riflessione, perché se fosse stato un territorio omogeneamente produttivo le ripercussioni sarebbero state sicuramente minori soprattutto per le esportazioni. In ogni caso il Sud paga sempre un prezzo, nonostante la sottile linea che divide il settentrione con le sue zone rosse ed il meridione rimasto illeso, il comparto turistico si vede cancellare le prenotazione in lungo e in largo per tutta la nazione e così finisce che, se per qualche tempo smetteremo pure di litigate, è mezzo mondo che ci rifiuta perché contagiosi, ci tratta come pacchi, respinge i nostri prodotti, il “made in Italy” viene messo in ginocchio alla stessa stregua dei commercianti cinesi di carni di serpenti. Dal Sud Italia al Sud del mondo è stato tutto un attimo insomma come disse Bellavista a Cazzaniga nel film “Così parlò Bellavista” Siamo sempre meridionali di qualcuno ed è un guaio, perché chi stila graduatorie prima o poi finisce in quelle degli altri – .

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